L’ultima giornata di Serie A prima della classica sosta di metà ottobre s’è chiusa col successo bianconero a San Siro: battuta l’Inter di Antonio Conte, calcio a tratti straordinario, ingranati i meccanismi di Sarri e riconquistata la vetta della classifica. Un messaggio importante al campionato, quasi a voler dire “i più forti siamo sempre noi”. Siamo solo alla settima giornata, siamo solo a metà ottobre, ma già la stagione inizia a spedire segnali importanti. 


Altro passo falso

Su tutti quelli di un Napoli che non riesce a stare al passo di Inter e Juve, un Napoli che continua a lasciar punti per strada e che sorprendentemente, non riesce a viaggiare ai ritmi previsti. Altro pari, altri due punti persi, altro 0-0 dopo la performance di Genk. Troppo tosto questo Toro di Mazzarri, serviva qualcosa di più. 


DEA show

Napoli al quarto posto, scavalcato da una sontuosa Atalanta che, questa sì, a differenza dell’esperienza Champions in campionato continua a viaggiare a ritmi straordinari. Gran festa al nuovo Gewiss Stadium, demolito 3-1 il Lecce: nel primo tempo autentico show dei soliti Gomez e Zapata, i due si cercano, si annusano, si captano, si trovano e sigillano un gol a testa. Nella ripresa chiude Gosens prima dell’acuto della bandiera salentina firmato Lucioni. Atalanta a quota 16, a soli 3 punti dalla capolista Juventus, davvero strabiliante. 


Rimpianti Lazio

Male le romane che, almeno per il momento, non riescono a stare al passo dei bergamaschi. La Lazio dimostra di non saper apprendere dagli errori del passato e a Bologna butta altri 2 punti, quelli che storicamente costano puntualmente loro la Champions a maggio di ogni anno. Al Dall’Ara i felsinei inchiodano infatti Inzaghi sul 2-2, malgrado la doppia di un super Immobile formato nazionale. Nel finale, ed è qui che nascono i veri rimpianti biancocelesti, Correa stampa sulla traversa il rigore della vittoria. 


Veleno Roma

Si riferma anche la nuova Roma di Fonseca, che tra infortuni, Var e polemiche non riesce a superare l’ostacolo Cagliari. All’Olimpico finisce 1-1, al vantaggio sardo firmato Pedro risponde l’autogol di Ceppitelli. Ma è nella ripresa che accade di tutto: le proteste di Fonseca e quelle di Petrachi, il gol decisivo di Kalinic annullato dal Var per una piccola spintarella in area di rigore. Da capire, da capire meglio. Intanto Roma protesta. 


Caos Milan

Fortunata, ma fondamentale vittoria del Milan a Genova. I rossoneri ribaltano il Genoa nella ripresa: grifone avanti con Schone, rimonta rossonera firmata Hernandez e Kessie, nel finale Reina para rigore proprio all’ex centrocampista dell’Ajax. Vittoria fortunata e casuale, ecco perchè Giampaolo è sempre in discussione: l’ex Samp trema, Boban tutt’altro che convinto, sosta potenzialmente letale. 


Finalmente Viola

Chi sorride, eccome, è la Fiorentina di Vincenzo Montella. Trovato finalmente il bandolo della matassa, battuta 1-0 l’Udinese e conquistata la terza vittoria consecutiva. La firma Milenkovic, ancora su corner, ancora di testa. Un elemento che sta crescendo tantissimo e che fra poco tornerà a riattirare l’interesse delle big del nostro calcio e non solo. La Viola se lo coccola e continua a scavare la classifica.


Lotta salvezza

Segnali importanti anche per la lotta salvezza. Sprofonda inesorabilmente la Sampdoria: 2-0 Verona al Bentegodi, Di Francesco sul lastrico. Tre punti chiave per i clivensi, così come per la Spal che risorge e batte 1-0 il Parma: basta il sigillo del solito Petagna.