Saranno 12 dure e tesissime finali quelle che decideranno il futuro della Juventus ma ancor più quello di Sarri sotto il mirino della critica e del popolo juventino fin dagli inizi ostile all’insediamento del tecnico di Figline Valdarno. Le prestazioni dei campioni d’Italia allarmano e non poco. Il parco giocatori a disposizione del tecnico è qualitativamente di livello ma obiettivamente carente di forma e lascierebbe poco spazio a diverse considerazioni. Dopo la sconfitta di coppa il mercato è stato chiamato in causa. Paratici è il principale responsabile e dovrà dunque correre ai ripari. Evitare critiche che sinceramente risulterebbero eccessive è fuori luogo, almeno per ora. Sarebbe più opportuno e corretto attendere la fine del campionato e della Champions League prima di esprimere sentenze. L’operato del ds bianconero meriterebbe più gratificazione specie alla luce di quanto espresso nelle ultime due stagioni. Pecche di mercato o presunte tali ci sarebbero tuttavia, la delusione è rappresentata dagli innesti di Rabbiot ininfluente e poco incisivo e quella di Aaron Ramsey. Il francese non ha convinto e le sue prove offerte fino ad ora rasentano una  generosa sufficienza. Il giocatore ex Paris Saint-Germain sarà messo sul mercato a fine stagione. Aaron Ramsey proveniente dall’Arsenal si è rivelato più incisivo  del francese e dunque gli verrà concessa una prova ulteriore. Bravo tecnicamente ma con un bagaglio assai ingombrante rappresentato  dalle assenze per infortuni a ripetizione che ne  hanno condizionato gran parte della carriera. Il tempo ha dato ragione ai detrattori evidenziando così i limiti di una panchina impoverita nella  qualità in quel settore di campo dove la Juve è più carente. La risposta non è arrivata e le sicurezze di avere qualità e ricambi di ruolo non hanno soddisfatto la dirigenza. I tempi di un centrocampo massiccio e pregno di qualità vissuto con Pirlo, Pogba e Vidal sono solo un lontano ricordo e la replica appare tutt’altro che realizzabile. Nelle ultime due stagioni i problemi più importanti sono emersi proprio da quella zona del campo. Le punte spesso non sono rifornite e la fase di copertura non offre le giuste garanzie. Fabio Paratici dovrà dunque reinventare la squadra ma le difficoltà sono molte in considerazione poi di una situazione prioritaria legata alle limitate possibiltà di azione lagate a fattori economici. Non si faranno follie di mercato, questo è certo, ma solo “opportunità” come ha detto il ds bianconero a più riprese. Scambi dunque, solo scambi e non si andrà oltre quelli. Coniugare giocatori di qualità a buon prezzo è cosa difficilmente realizzabile. C’è una stagione da portare a termine e il materiale a disposizione dei bianconeri, pur essendo di qualità ma con media età più alta e corrosa dagli anni, dovrà garantire tenuta  fino al termine di una stagione  fin troppo travagliata.

Il primo turno dell’ormai campionato 2 vedrà i bianconeri impegnati in una difficile trasferta a Bologna. Il Dallara da sempre è campo ostile. Il gioco ben orchestrato dal suo allenatore Sinisa Mihajlović risulterà il principale ostacolo. Sarà una partita delicata, inutile negarlo, per molteplici motivi e dunque da non sottovalutare. Parola d’ordine è partire bene sperando di ritrovare la giusta forma per acquisire tre punti che scaccerebbero la sconfitta subita contro il Napoli nella finale di coppa Italia a Roma. Un eventuale passo falso a Bologna infilerebbe  la Juve in un vortice di incertezze e di polemiche. Il momento no dei bianconeri darebbe più coraggio alle dirette concorrenti. La lazio potrebbe approfittare per tentare un non certo impossibile sorpasso e la stessa Inter, che dovrà recuperare una partita contro la Sampdoria e in caso di vittoria si troverebbe a soli 6 punti dalla prima, si rimetterebbe in gioco. Massima attenzione dunque e Maurizio Sarri ne è cosciente.