La Juve record.
572 minuti di imbattibilità.
6 gare vinte consecutivamente.
7 goal subiti.
La Juve è tornata. Solo ora e non prima, ma solo per semplice scaramanzia, non osavo parlare di “filotto”.
Allegri ha vinto la gara con la tattica di chi il calcio lo mastica da anni chiudendo ogni varco alla Lazio. Kean doppietta ma tre goal in quattro giorni non sono pochi. La risposta del giocatore fin troppo bistrattato non si fa attendere.  Poi la conferma di tanti tentativi tra lo stupore generale e il boato dello stadio fa tutto il resto. Il suo nome tuona all’interno dell’Allianz. a scommettere sul vercellese è stato solo il mister.
Tra il tripudio generale la squadra ha chiuso trionfalmente questo filotto in crescendo. E’ questa dunque la vera Juve?  La conferma si farà attendere solo alla ripresa del campionato. Nessun trionfalismo certo: i conti si fanno sempre alla fine.
Un percorso per nulla facile, un inizio disastroso e intriso tra mille polemiche. Da anni non si assisteva ad un percorso così pieno di delusioni ed incertezze. La squadra che ha lottato tra mille difficoltà fatte di infortuni, contro direzioni arbitrali assai dubbie, e l’incertezza che ti pervade quando sembra mancarti il terreno sotto i piedi. Poi dopo tanta attesa, d’incanto si materializza  la sequenza di vittorie fatte di lotta, di lavoro e di concentrazione.  E’ stato forse questo il segreto. La rinascita della Juve 2.0 sta tutta qui.
Allegri ha imbrigliato Maurizio Sarri e non ha avuto un solo momento di appannamento lottando fino alla fine annientando così il gioco biancoceleste. I numerosi black out sono solo un vecchio ricordo. Adesso i ritmi non trovano momenti di stanca fino al fischio finale. La cura di questa metamorfosi sta tutta nel gruppo con  quei cerchi magigi ad inizio e fine gara. L’intesa, i sorrisi e la voglia di divertirsi insieme, lo spirito di squadra, il concetto di appartenenza che sembrava dimenticato. Certi risultati sono inammissibili per questa società, risultati questi che offendevano la storia di chi ha vissuto sempre col motto “non è importante vincere, ma è l’unica cosa che conta”.
La domanda che adesso sorge piu’ che spontanea è legata al grosso interrogativo di cosa accadrà dopo. Dopo lo stop del mondiale. Un periodo troppo lungo che rischia di compromettere il lavoro svolto. Una pausa che potrebbe influenzare positivamente o negativamente gli equilibri di un gruppo ritrovato. E’ questo l’enigma che pervade, che attanaglia i pensieri del tecnico.  La maturità di un gruppo ritrovato potrà presto dare la giusta risposta. Allegri risponde, o almeno cerca di dare una rassicurazione: ” la sosta potrebbe sistemare molte cose”. Il tecnico toscano in conferenza stampa preferisce scegliere la strada dell’opportunità offerta. Il mondiale servirà per ritrovare il perfetto equilibrio grazie al riento di alcuni elementi cardine e su tutti Pogba. Questo ha detto.
Si ripartirà proprio dal francese dunque, ma non solo da lui.
Il campionato si ferma ma il confronto contro la Lazio conferma lo stato di salute ma ancor piu’ riconsegna alla platea bianconera un gruppo vincente.
Campionato e Europa League e poi anche poi anche  la coppa Italia. Insomma la nuova Juve potrebbe ripresentarsi con una veste diversa in grado di poter offrire le necessarie garanzie.  I tifosi potranno ricominciare a sperare. La Juve è tornata e con essa anche gli occhi della tigre.