La Juve trova una nuova dimensione o almeno questo è quello che appare all’orizzonte. Complice l’innovativa idea di Allegri ( nascosta abilmente) di mettere in campo una Juve inedita presentando prima a Simone Inzaghi e tre giorni dopo a Vincenzo Montella i gioielli di famiglia. Tutti insieme. La prestazione più che eccellente ammirata contro la Lazio, annientata e ridimensionata, fa seguito a quella vista contro i rossoneri, almeno nella prima frazione di gioco dove solo la mancata precisione di qualche singolo e finita di poco fuori la porta di Donnarumma ha evitato al Milan un passivo ben più pesante.

Torino 2017 01 25 Juventus vs Milan Coppa Italia Quarti TIM 2016-2017
Giuliano Marchisciano/One+Nine
nella foto: bonucci-pjanic-dybala

La sensazione è che Allegri abbia deciso di dare una svolta a quello che da tempo la critica richiedeva: un cambio modulo e l’impiego di tutti gli attaccanti a disposizione.
Seppur la domanda che risuona ossessiva e a tratti stucchevole se effettivamente qualcosa è davvero mutato anche a favore di uno spettacolo fino ad oggi ritenuto carente, si scontra altresì con le mezze ammissioni del tecnico livornese che placa subito gli entusiasmi ribadendo con fermezza che non tutte le gare potranno essere giocate con questa disposizione tattica. La Juve ancora non è il Barcellona o il Real.
Tra bugie e mezze verità abbiamo constatato che i giocatori a disposizione del tecnico potrebbero rispondere a questi dettami, certo perché poi le qualità ci sono ma altresì ci si interroga se potranno resistere a questo tipo di cambiamento che implicherebbe un forte dispendio di energie.
Sicuramente il modulo 4-3-3 è la disposizione più europea per eccellenza e le due performance dei bianconeri contro Lazio e Milan hanno detto a chiari lettere che il percorso intrapreso non è sicuramente frutto del caso. Uomini chiave come Cuadrado,Alex Sandro,Asamoah,Dybala,Higuain e specialmente Mandzukic in attesa del vero Piaca farebbero la fortuna di qualsiasi squadra europea.
La Juve diversa si è vista con una pressione continua e un baricentro più alto in grado di schiacciare gli avversari nella propria metà campo esprimendo anche notevole velocità di esecuzione. Il fraseggio veloce e il raddoppio di marcatura quando l’avversario entra in possesso di palla ruggendo sul collo e come inferociti non perdere mai la concentrazione lottando tenacemente alla riconquista della sfera per poi ripartire. Questo è un’altro elemento che fa piacere riscontrare. Sono questi dunque i segnali tangibili di una “probabile” metamorfosi ma tuttavia andiamoci cauti aspettando altre riprove.
La tanto attesa “forma” più volte richiesta nei momenti di stanca  sembra aver fatto la sua apparizione in coincidenza di una sconfitta che ha lasciato un segno evidente ferendo l’orgoglio di alcuni senatori.
Facendo un passo indietro e ripercorrendo frasi e gesta di uomini “veri” rimarrà sempre indelebile il ricordo del “cazziatone” di Gigi Buffon dentro quattro mura di uno spogliatoio: la rinascita del dopo Sassuolo (che incontrerà domenica) e quella del dopo Artemio Franchi. Episodi simili se non addirittura tremendamente uguali. Gli uomini di Allegri e la panchina che riesce ancora una volta a fare la differenza perchè poi alla fine dei giochi i campionati li vinci se leggi la gara e i cambi li fai al momento giusto ma anche se disponi di sostituti di ruolo. Sia ben inteso questo concetto. Bravo Cuadrado cuore grande e polmoni d’acciaio tosto e un assist da cineteca. Dybala ti segna anche di destro ma qualche rete la sbaglia pure ma pretendere la precisione in tutto è da idioti. Pjanic batte alla Pirlo o batte alla Pjanic ma poco importa, l’importante che Donnarumma raccolga poi la sfera in fondo al sacco mentre viene giù lo stadio. Bonucci leone di difesa, Barzagli dice stop a tutti e Rugani è la garanzia futura che prepotentemente si fa strada. Asamoah il migliore forse per intensità e tenacia. Un vero leone su ogni palla, ruggisce così forte che è meglio stargli alla larga. Higuain si adatta e torna pure in difesa prende palla e riparte all’attacco come un forsennato e mentre corre le vene del collo sono come turbine. Napoli si interrogherà… e forse anche Maradona. Mi piace parlare di un grande uomo e dunque penso che la Juve ne abbia tanti davvero ma credo che tra tutti uno meriti una particolare attenzione di giudizio. Un atleta che conosce alla perfezione la parola “sacrificio” perchè adesso è davvero l’anima di questa squadra. Parlo ovviamente di Mandzukic detto “Marione” che lotta su ogni palla. Mandzukic che te lo ritrovi in ogni dove del campo. Mandzukic che ti guarda con fare minaccioso quando Kucka si altera oltremodo. Un vero leader davvero, uno di quei giocatori spilungoni e mai domi che tanto piacciono ad Allegri (vedi Ibra). Bravo Mario allora, vai ragazzone duro e sincero. Continua così. Un bravo anche al mister che ha fatto cambi azzeccati ma che si arrabbia per le occasioni sciupate e si dondola nervosamente con le mani in tasca quando a gara ampiamente acquisita forte anche  di una superiorità numerica la metti pure a rischio.  Sempre criticato poi però  pronto a rispondere in campo da vero toscano livornese: un duro da scalfire e ti risponde con il suo aspirato… “Si festeggia a maggio!!!”. Giusto mister, pensiamo a domenica perchè bisogna avanzare passo-passo verso la scalata che ci porterà alla conquista finale. Ora c’è il Sassuolo poi il tempo di respirare prima di affrontare l’Inter tra le mura amiche ce n’è abbastanza. Gli esami non finiscono mai.

Marco Venditti