Finale e speranze per la Juve.
Dopo una stagione deludente e per nulla bella in generale si sta per chiudere il sipario del massimo campionato di calcio. Vince l’Inter sola e senza particolari patemi di confronti, la juve non si è presentata al gran cerimoniale ma ne ha fatto ingresso solo a tratti dalla porta di servizio palesando grosse difficoltà in chiave di preparazione e di conduzione tecnica. Molto forte è il rammarico di punti persi strada facendo ma le giustificazioni lasciano il tempo che trovano, altre responsabilità sono attribuibili in fase di scelte. Già, il mercato appunto ma anche di conduzione tecnica. Non si fa certamente un processo al mister Pirlo, catapultato suo malgrado in prima squadra senza l’acquisizione del diploma conferitogli da una esperienza nulla. Andrea Agnelli si è confrontato con se stesso pensando che bastasse la forza d’inerzia di una squadra vincente da quasi due lustri sottovalutando l’aspetto di esperienza di chi deve guidare una compagine cosi prestigiosa. Il resto si saprà a termine torneo su permanenze e partenze.
Il trofeo che tanto infastidisce i ritmi del campionato, pari a quelli degli stop della nazionale, al termine di ogni stagione assume carattere di ultima spiaggia per salvare la faccia: la coppa Italia. Per pochi attimi si rivela un lasciapassare, in caso di vincita, per riabilitare errori e sbagliate valutazioni. Con l’Atalanta, questa sera, la Juve si gioca appunto parte di reputazione dopo una stagione che non vede l’ora di terminare, vincere contro la dea, squadra tutt’altro che indolore, sarebbe di per se un grande successo di squadra e di società. L’impegno contro i ragazzotti di Gasperini se non è proibitivo poco ci manca e le energie che verranno disperse al Mapei Stadium potrebbero costar caro tra 4 giorni al Dallara contro il Bologna. Insomma per la juve una 4 giorni di fuoco tra speranze e certezze (poche), queste ultime meno che nel passato. Una prova d’orgoglio è quello che ci si aspetta da Cristiano Ronaldo e compagni perchè vorrebbe dire che almeno la tenacia e la caparbietà di questo gruppo alla fine esiste ancora e potrebbe essere questa l’arma vincente, il colpo di coda letale e ddoloroso per gli avversari.
L’aquisizione della coppa ma ancor piu’ la conquista di quel quarto posto, ironia della sorte, passeranno sempre dalla Dea che come potrà toglierti una coppa potrebbe regalarti una posizione assai remota fermando il Milan sul proprio campo. Insomma, il calcio è bello anche per questo.



