(Gian Luca Feo)
Nel posticipo pomeridiano della ventunesima giornata, seconda di ritorno, la Juventus è scesa in campo alle 18:30 all’Olimpico di Roma dove ha affrontato la compagine capitolina reduce dalla sonora sconfitta in casa del Milan in una gara che negli anni ottanta ha rappresentato il meglio che il calcio italiano potesse esprimere e che attualmente invece vede le due squadre relegate ai confini della zona Champions e che di fatto le ha viste esprimersi con rendimenti molto simili sia per qualità di gioco che per una continuità di risultati mai trovata.
Eppure le due rose, imbottite di giocatori che militano nelle rispettive nazionali di appartenenza, non sono riuscite fin qui, seppur guidate da due dei tecnici più pagati ed a mio modesto avviso anche tra i più sopravvalutati in Italia che in Europa, ad esprimere un calcio convincente tanto meno a conseguire risultati soddisfacenti soprattutto negli scontri diretti.
Ieri Allegri (che non siederà in panchina in quanto squalificato) in conferenza stampa, ed oggi ai microfoni di Dazn, ha ribadito che quella dell’Olimpico sarà una gara molto difficile che giunge tra l’altro in un momento particolare per entrambe le squadre, ad inizio di questo mini ciclo che per due mesi ci vedrà scendere in campo una volta ogni tre giorni e l’ultima di campionato (la Supercoppa di mercoledì prossimo a S. Siro sarà ancora con la capienza attuale) almeno fino a prossimi provvedimenti delle autorità competenti che sarà disputata con la capienza del 50%; ma al di là del pubblico la Juve è chiamata ad una prova di orgoglio e dovrà far capire sin dalle prime battute agli avversari che non siamo venuti a Roma per regalare punti.
Sarà fondamentale approcciare bene alla partita ed entrare in campo con determinazione, coraggio e fame di risultato che spesso e volentieri quest’anno sono venute a mancare.
Mister Landucci schiera i bianconeri con un 4-2-3-1 (modulo forse più adatto alle caratteristiche dei giocatori attualmente in rosa) e che ha già dato buoni frutti nelle gare dove è stato adottato e questa sera De Sciglio prende il posto di Alex Sandro sulla corsia di sinistra, Bentancur il post dello spento Rabiot nei tre di centrocampo, Dybala per far rifiatare Bernardeschi, che ha giocato tanto, e Moise Kean come unica punta che sostituisce il poco sereno Morata.
La Roma invece si schiera inizialmente con un 3-5-2 con il debutto dal primo minuto del neo acquisto Maitland- Niles A. ed il giovane Afena-Gyan F. che sostituisce l’infortunato Zaniolo.
Parte forte la Roma nei primi 15’ e Juve in grosso affanno con i giallorossi che tengono in mano il pallino del gioco ed iniziano a creare azioni pericolose ed una serie di calci d’angolo (ben 4 nei primi 11’) e dagli sviluppi di un corner che Abraham salta indisturbato in area piccola e mette in rete con la difesa bianconera a fare le belle statuine.
Juve che tenta una timida reazione ma Roma che al 15’ protesta per un presunto fallo di mano di De Ligt in area bianconera (ma episodio da non punire perché la palla tocca prima il piede e poi va sulla mano).
Sugli sviluppi della ripartenza bianconera, bella azione imbastita da De Sciglio e Chiesa che al minuto 18’ serve a Dybala un pallone preciso che la Joya ha tutto il tempo di controllare e piazzare con un sinistro chirurgico alle spalle di Rui Patricio che invano tenta la parata.
Juventus che ora prende coraggio ed inizia a stazionare in maniera più concreta nella metà campo dei padroni di casa pronti comunque a sfruttare le ripartenze con squadra abbastanza lunghe in questa fase della partita.
Tra il minuto 23 ed il 25esimo gioco interrotto per due infortuni occorsi ad Abraham prima e Chiesa dopo colpito duro da Smalling in un contrasto e lo stesso Chiesa che al minuto 32 è costretto ad abbandonare il campo per un infortunio al ginocchio sinistro dopo una torsione innaturale dello stesso mentre cerca di liberarsi di un avversario con una finta di rientrare per poi ripartire; al suo posto entra Kulusevsky.
Le due squadre ora sembrano rifiatare e la partita vive di fiammate da una parte e dall’altra e si arriva così alla fine del primo tempo, dove l’arbitro Massa concede 4’ di recupero per via delle varie interruzioni di gioco e la Roma sfiora il vantaggio sempre con Abraham che tutto solo spreca sotto porta una ghiotta palla gol dopo un colpo di testa di Smalling.
Juve troppo discontinua in questa prima frazione di gioco dove però qualche lampo si è visto ed ora si spera che nel secondo tempo con i giusti correttivi si possa portare a casa un risultato positivo.
Si parte nella ripresa sperando che la squadra si scuota ma è la Roma che colpisce duro con un uno-due in 5 minuti che manda i giallorossi quasi inaspettatamente sul doppio vantaggio, complice a dir il vero anche una Juve che entra inspiegabilmente deconcentrata in campo e che ora si trova sotto di due gol e con Cuadrado ammonito che salterà per squalifica la finale di Supercoppa con l’Inter mercoledì.
Gli uomini di Mister Landucci accusano duramente il colpo e la reazione almeno di nervi tarda ad arrivare; ma è al minuto 64 che arriva la svolta della partita con il doppio cambio Morata al posto di un Kean nullo ed Arthur al posto di un evanescente Bentancur ormai lontano parente del giocatore che abbiamo ammirato in passato.
Adesso sembra che la Juve inizi a palleggiare meglio in mezzo al campo e la squadra prende coraggio ed in sette minuti tra il 70’ ed il 77’, succede l’impossibile, l’impronosticabile e l’immaginabile: Locatelli prima accorcia le distanze poi Kulusevsky la pareggia (dopo un consulto al Var) e De Sciglio ( tra i migliori anche stasera) capovolgono il risultato e le sorti di una partita che sembrava ormai segnata e questo a dimostrazione che il calcio, per chi ancora non lo sapesse, non è una scienza esatta.
Ora la Juve sembra ben arginare le sortite confusionarie degli uomini di Mourinho ma al minuto ottanta Massa viene richiamato al Var dopo che l’azione era continuata per almeno un minuto per una field review per un presunto fallo di mano di De ligt e dopo il consulto il direttore di gara assegna il penalty ai giallorossi ed espelle l’olandese per doppio giallo (anche lui salterà la finale di Supercoppa) e Landucci manda in campo subito Chiellini al posto di Dybala. Sul dischetto si presenta Lorenzo Pellegrini che ipnotizzato da Szczsney calcia debolmente in porta ed il polacco respinge agevolmente a mani aperte.
Incredibile ciò che è accaduto in campo questa sera; ora la partita volge al termine con le due squadre ormai a livello emotivi da sconsigliare ai cardiopatici e Roma che tenta il tutto per tutto anche perché Massa concede 6’ di recupero ed al minuto 94 è nuovamente Tek a sventare un affondo di Abraham smanacciando con il romanista che tentava di saltarlo in dribbling.
Questa è l’ultima azione di una partita che nata male è finita bene per noi e come detto in apertura di articolo si presentava ricca di insidie ma che alla fine gli episodi questa volta hanno premiato i bianconeri che anche stasera almeno fino al doppio svantaggio non è che avevano disputato una partita memorabile anzi, la squadra ha giocato con poca personalità ed era apparsa a tratti disunita e scollata tra i reparti, ma complice anche una Roma suicida, i ragazzi sono riusciti ad ottenere l’intera posta in palio che almeno ci fanno alimentare ancora la speranza di rientrare in zona Champions e ci daranno morale ed autostima per affrontare le prossime gare anch’esse molto impegnative.
Ora bisognerà resettare rapidamente la testa e ricaricare le batterie anche perché questa sera c’è stato un grande dispendio di energia mentale e cercare di preparare al meglio la finale di Supercoppa che giocheremo senza tre pedine fondamentali per la nostra squadra ovvero Chiesa (speriamo non sia grave il suo infortunio), De Ligt e Cuadrado squalificati, ma dalla Juve attuale ci possiamo aspettare di tutto, ma una cosa è certa cari amici, come dice il nostro caro amico Francesco Repice: “La Juve non muore letteralmente maiiiiiiii..”!!!!
PAGELLE: di Valerio Perrone
Szczesny: 7
Incolpevole sui 3 goal della Roma, forse sulla prima rete poteva qualcosa in più ma sulle altre due ha potuto pochissimo. Si si distingue e mette la sua firma sulla gara parando un calcio di rigore a Pellegrini e con un grandissimo intervento al 94′ su Abraham. DECISIVO
Cuadrado: 6
Un primo tempo veramente in incognito, non il solito spumeggiante giocatore che conosciamo, che si fa anche ammonire con un fallo inutile a centrocampo, salterà la finale di Supercoppa. Secondo tempo ad alto ritmo, ma deve recuperare le energie. STANCO
De Ligt: 5
Non il solito De Light, poco concentrato e con qualche errore di troppo. Si fa espellere alla fine per doppia ammonizione, causando anche il rigore poi sbagliato fortunatamente dalla Roma. DECONCENTRATO
Rugani: 6
Colpevole sul primo gol della Roma, perde la marcatura di Abraham e lascia da solo l’attaccante giallorosso per l’1-0. Per il resto della partita è stato quasi impalpabile, si salva con un grande guizzo nel finale in area sull’attaccante giallorosso pronto a tirare a rete. ALTALENANTE
De Sciglio: 6.5
Fuori causa come tutta la difesa, nel primo tempo, non incide e non attacca. Male anche la parte difensiva, suo il tocco decisivo che porta la Roma in vantaggio 2-1 sul tiro di Mkhitaryan. Nel secondo tempo si fa sentire, attacca la fascia e segna il clamoroso gol del vantaggio approfittando di un errore della difesa della Roma. IN CRESCITA
Bentancur: 4.5
fino al 63′
Distratto ed impreciso, sta ancora cercando di capire la direzione dove passare la palle. Non indovina un passaggio, un contrasto, uno stop! semplicemente: INGUARDABILE
Arthur: 6.5
dal 63′
Entra e mette un po’ di ordine alle giocate della squadra, la caratteristica principale non è di certo la velocità ma la sua classe si fa sentire ed è essenziale per la rimonta bianconera. GEOMETRA
Locatelli: 6.5
Primo tempo sottotono, poco incisivo ed aggressivo. Il secondo tempo si trasforma come tutta la squadra, i suoi lanci e la gestione del pallone torna ad essere importante. Suo il gol del 3 – 2 che lancia la rimonta bianconera. NECESSARIO
McKennie: 6
La sua fisicità si fa sentire poco, ma nel secondo tempo sale in cattedra in mezzo al campo, anche se non sempre riesce a farsi sentire sia in zona gol che in mezzo al campo. COSTANTE
Dybala: 6
fino al 82′
L’argentino sigla il goal del pareggio, un gran sinistro all’angolino. Poi sparisce dal campo e non riesce più a far sentire la sua classe. Deve ancora mostrare le sue qualità da leader, e trascinare questa Juve nei momenti di difficoltà. POCO INCISIVO
Chiesa: 6 5
fino al 30′
E’ lui che lancia l’azione del gol del pareggio con l’assist per Dybala, lascia il match al 30′ minuti per un infortunio. Si farà sentire la sua assenza, speriamo non troppo lunga. DETERMINANTE.
Kulusevski: 6.5
dal 30′
Lo svedese entra con poca convinzione, ma nel secondo tempo cresce e segna il gol del 3-3, Non riesce lo stesso a mostrare le sue capacità in campo aperto, solo in qualche tratto della partita. RITROVATO
Kean: 4
fino al 63′
Poco da dire, non fa sentire il suo peso, non controlla un pallone ed è inesistente in area giallorossa. INESISTENTE
Morata: 7
dal 63′
Entra e spezza la partita! Corre, dribbla e fa sentire la sua necessità in attacco, dove nessuno si prende responsabilità. Decisivo sul 3-2 con un grande assist per Locatelli, ma la sua grinta ha cambiato la Juve e nel finale è stato il leader che mancava. TRASCINATORE
All. Allegri squalificato, in panchina Landucci 7
I cambi fanno la differenza sul risultato finale, finalmente arriva dalla panchina il segnale della svolta per portare a casa i tre punti!
I MIGLIORI 3:
Szczesny – Morata – De Sciglio


