rigore
(Generoso Petrillo)
Una vittoria di rigore, dal dischetto e con freddezza. La stessa freddezza di capitan Bonucci che quando vuole,è
straordinariamente capace di sciacquare la bocca degli avversari. Una vittoria non di corto muso, ma di
compattezza difensiva e corale, con occasioni d’attacco in maggioranza bianconere, ma che continuano
maledettamente a tradursi in goal.
Primo tempo in cui la Lazio cerca il predominio territoriale, ma che
rimane alquanto povero di emozioni. Solo un rigore a favore della Juventus sblocca il conteggio delle reti, un
rigore netto difficile da valutare a velocità standard e che la cabina di regia del VAR segnala a causa del fallo
di Cataldi su Morata, in cui il difensore laziale si disinteressa del pallone e atterra lo spagnolo. Juventus che
gioca in maniera più spensierata dopo il vantaggio, portando diversi uomini nell’area avversaria e Lazio
frenata nelle risposte offensive.
Biancocelesti quasi mai pericolosi se non grazie ad un paio di errori della
Juventus che ha innescato ripartenze avversarie molto rischiose. Tutto sommato però, un solo tiro in porta
in totale per la Lazio, decisamente poco per vincere. Al secondo tempo arriva invece la doppietta squisita, la
doppia marcatura che non ti aspetti ma che va a connotarsi in maniera orgasmicamente unica: la doppietta
del capitano, la doppietta di Leonardo che arriva con due rigori (il secondo originato da un fallo plateale di
Reina che frana su Chiesa) splendidamente insaccati in porta con un piatto preciso, secco, chirurgico (capito
Jorginho?).
Al di là dei goal di Bonucci, un plauso alle magistrali prestazioni di De Light, sicurezza garantita,
Mckennie e Locatelli. In affanno Chiesa, evidenti le sue ruggini da post nazionale, ma bravissimo a procurarsi
il fallo del secondo rigore. In bocca al lupo per il gran Danilo, sfortunatissimo nel farsi male dopo i primi
dieci minuti. L’abbiamo detto ormai infinte volte: conta soltanto vincere, al di là della classifica, ma vedere
Allegri assatanato di rabbia sul finale di gara per i piccoli errori dettati da cali di tensione, ti fa capire che la
strada intrapresa per risalire la china è quella giusta.
Avanti Juve, al di là di tutto, al di là degli altri, ma solo
per la tua identità e nella consapevolezza che potrai essere sempre più bella!
Adesso vediamo nel dettaglio le pagelle della partita:

Szczęsny: 6 per niente impegnato. Ha tirato un sospiro di sollievo quando Muriqui ha sfiorato il gol del pareggio. SPETTATORE

– De Light: 6.5 Chiude la porta all’attacco della Lazio, fa sentire la sua presenza a Milinkovic che non riesce mai a colpire di testa. ROCCIA

– Danilo s.v.: La fatica della nazionale brasiliana si è fatta sentire. E’ uscito in barella per un problema alla coscia sinistra. SFORTUNATO

– 12′ Kulusevsky 5.5: non riesce a far vedere le sue qualità, sembra il fratello spento del giocatore che abbiamo conosciuto a Parma. Tranne qualche spunto: ASSENTE

– Pellegrini 6.5 dopo un inizio incerto non fa rimpiangere Alex Sandro. Manca qualche affondo sulla fascia, ma la fase difensiva è quasi perfetta. IN ASCESA

– Bonucci 7: chiamato in causa 2 volte al dischetto, segna con freddezza e difende perfettamente. TRASCINATORE

– Cuadrado 5.5 : Non il solito giocatore, forse a causa delle nazionali. Questa sera qualche disattenzione di troppo. STANCO

– Mckennie 7: è ovunque nel campo, difende e imposta. A centrocampo intercetta tutti i palloni, e si fa vedere in zona gol. INSTANCABILE

– Rabiot: 6.5 La nazionale sembra aver fatto bene al francese. Sembra essersi ritrovato ed in mezzo al campo fa sentire la sua presenza. IN RIPRESA

– Locatelli 6: apre la partita con un retropassaggio bruttissimo. Poi riprende le redini del centrocampo come lui sa fare. GEOMETRA

– Chiesa: 6.5 Corre, dribbla ed ara il campo solo come lui sa fare. Un po’ stanco e non sempre concentrato,

– Morata: 6 Lo spagnolo ha la grinta giusta. Fa a spallate e crea spazi, ma non riesce a trovare il gol. Spreca in area un occasione clamorosa a fine primo tempo. GRINTOSO

Dal 75′ Kean: entra e in 15 minuti fa capire che vuole un posto da titolare. Dribbla, tira e fa sentire il suo peso. PROMESSA

ALLEGRI: 6.5 Ormai sappiamo la sua concezione di gioco. Sull’1-0 la squadra non attacca più e si limita a ripartenza velenose. No brilla nel gioco, ma l’essenziale è la sua specialità. Alla fine con un contropiede la squadra raddoppia su calcio di rigore. SPECIALISTA

Ecco i tre migliori della partita. Andate sulla pagine e votate il sondaggio per decidere il miglior giocatore di Lazio Juve, che definirà il miglior giocatore del mese.

  • Bonucci
  • McKennie
  • Chiesa