TUTTI GLI UOMINI DELLA SIGNORA. ANTONIO CABRINI. (a cura di Massimiliano Fantasia).
Antonio Cabrini è stato senza alcun dubbio il pioniere del terzino moderno.Le sue qualità apparvero da subito talmente evidenti, che anche in un club come la Juventus, rispettoso della tradizione e, soprattutto,attento alle gerarchie, decisero che sarebbe stata pura follia non fare giocare un giovane con quelle potenzialità., è vero,forse aveva il viso più adatto ai fotoromanzi ma aveva un fisico perfetto per giocare a calcio.La vita juventina di Antonio Cabrini inizia ufficialmente alle quindici di domenica 13 febbraio 1977 a Torino. L’incontro, con la Lazio, è vinto per 2-0 dai bianconeri. Indubbiamente un buon auspicio, la squadra era già forte cosi,venne rimpinguata con qualche giovane di prospettiva e sul bell’ Antonio erano tutti pronti a scommettere,7 presenze il primo anno 15 nel campionato successivo e tutte giocate ad altissimo livello. Nell estate del 1978 si disputano i campionati del mondo in Argentina ed Enzo Bearzot decide che Cabrini avrebbe preso parte alla spedizione azzurra. E così, il debutto in nazionale avviene nella più importante ribalta che un calciatore possa desiderare.Cabrini è nato l’8 ottobre 1957 nella fattoria dove, da 200 anni, vive la sua famiglia, fra i paesi di Casalbuttano e Casalverde, a pochi chilometri da Cremona. Il nome della cascina è singolare,Mancapane, perché, si dice che in tempi remoti, una volta al mese,come si usava a quei tempi porta a porta si presentava il gabelliere per riscuotere le tasse e gli abitanti per tutta risposta protestavano perché purtroppo erano anni difficili e bisognava fare i conti con i sacrifici e le rinunce e molte volte arrivava a mancare perfino il pane. A 13 anni si trasferisce a Cremona, in casa di una nonna. Libri e gioco del calcio. Frequenta le medie, gli piacerebbe conseguire il diploma di perito agrario per poter essere utile all azienda di famiglia ma alla fine arriverà soltanto fino al penultimo anno visto che l’impegno nel calcio diventava totale. Il futuro campione del mondo comincia nel San Giorgio, squadra di Casalbuttano. Poi il salto nelle giovanili della Cremonese.
Il football, allora, era ancora soltanto un gioco, ma presto sarebbe arrivato il debutto in Serie C che avvenne contro l Empoli a domicilio….
Tre anni con la Cremonese allenata da Titta Rota, poi l’Atalanta, in Serie B in totale 35 partite e un goal.
Cabrini era in comproprietà con la Juventus che, a fine stagione sborsò, senza batter ciglio, i 700 milioni per il riscatto.
E in bianconero l’ascesa è rapida,la maglia da titolare,l amicizia con Tardelli e Scirea le convocazioni nelle Nazionali giovanili,quindi l’ingresso nel Club Italia.
È l’idolo delle teenager, elegante di un’eleganza alla moda, un po’ casual, forse un po’ vistosa e così, nelle rare partite mediocri, allo stadio, qualcuno lo chiama Uomo Vogue.
Nessuno lo discute come giocatore, ben presto diventerà il terzino fluidificante più bravo al mondo,anche più dell’argentino Alberto Tarantini o del brasiliano Leandro.
Non beve, non fuma, ama leggere, soprattutto Hemingway; gli piace la musica, più leggera che classica, e apprezza Bob Dylan; al cinema lo hanno incantato Jacqueline Bisset e Robert De Niro.
Qualcuno gli ha anche suggerito di fare l’attore, con quel volto da bello dello schermo.
Gira il mondo con la Juventus, ma nel cuore gli rimarrà sempre la sua fattoria e a Cremona corre appena può.
Quando decide di mettere su famiglia, conferma di essere oramai maturo. In campo il rendimento è sui livelli più alti: gli affondi verso la porta avversaria appaiono incontenibili.
Ma quando gli viene chiesto di seguire le consegne, lo fa con scrupolo. Pochi si accorgono che accarezza il pallone, soprattutto con il sinistro. Come Sivori, del resto, o Puskás.
Un grandissimo, da primi cinque di ogni epoca nel suo ruolo; sa mettere il silenziatore ad ali veloci e temute, spingersi avanti e rifornire di cross gli attaccanti e, alla bisogna, è frequentemente in grado di risolvere personalmente l’incontro, sia di testa, eccellente tempismo ed elevazione fuori dal comune, sia su calcio piazzato, sia con ciabattate da fuori.
Una continuità di rendimento impressionante, fu fuori fase solo dopo il Mundial argentino; non seppe, infatti, reggere l’impatto con l’improvvisa fama.
Stuoli di ragazzine lo avevano eletto loro idolo, al punto che il Trap non esitò a rispedirlo in panchina; rischiò di perdere il posto anche in Nazionale,la concorrenza non era affatto male, Maldera, Baresi e, soprattutto, Sebino Nela.
Superato il momentaneo sbandamento, ritornò a essere il miglior esterno sinistro al mondo in quegli anni, nonostante gli antagonisti, dall’inglese Sampson, al brasiliano Junior bravissimo,anche se in realtà era un centrocampista, che spesso veniva dirottato sulla fascia solo perché quel Brasile aveva un numero impressionante di centrocampisti di grande valore: Socrates, Falçao, Cerezo, Batista e Dirceu.E ancora,il francese Bossis, il belga Renquin, il tedesco Briegel.
Tutta gente di assoluto valore ma che non poteva competere con Cabrini nel ruolo di esterno.
Con la Juventus totalizza 440 presenze con 52 goal. Vince tutto quello che in quegli anni era possibile vincere oltre al Mondiale con la nazionale in Spagna nel 1982, 6 scudetti, 2 Coppa Italia, una Coppa Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea.



