Richieste Allegri Juve

ALTRO PASSO FALSO.

Lo scarico delle responsabilità non serve certo, una Juventus che come sempre è partita col piede giusto per poi arenarsi, questa volta sulla spiaggia veneziana. Non sarà ultima spiaggia per le ambizioni bianconere ma poco ci manca e dunque ci ritroviamo a farci le solite domande. Allegri in conferenza stampa, alle domande di rito, cerca di mascherare la propria delusione, di giustificare una prova incolore magari solo evidente nell seconda frazione di gioco. Alle cose storte che da tempo attanagliano i bianconeri si aggiunge in apertura l’abbandono dal campo di Dybala che tra l’altro non avrebbe dovuto giocare. Allegri lo dice e se ne assume le responsbilità. Insomma esce l’argentino ed entra il brasiliano. Il giovane Kaio Jorge questa volta non piu’ nei ritagli del finale gara ma per gran parte di partita si. Si mette in mostra e stavolta il tempo gioca a suo favore avvicinandosi al goal in una occasione. Questione di tempo sicuramente ma dopo la sua sostituzione appare incomprensibile.  Cuadrado spreca un’occasione davvero importante, un tiro sul finale che avrebbe riconsegnato alla Juve il vantaggio. Certi goal da corner montano la testa e fa subentrare quel filino di egoismo da attaccante puro.  Porta libera per Morata e Kaio Jorge e bastava solo ricevere la palla dal colombiano e mandarla in fondo al sacco. Peccato davvero ma così non va. Bernardeschi lasci il campo e apparenti problemi fisici non si vedono per giustificarne la sostituzione. Un secondo tempo dunque che non si rassomiglia per nulla al primo dove almeno in quei 45 minuti è stata costante  pressione e determinazione rispetto ad un secondo tempo dove i ruoli si sono ribaltati. Piu’ Venezia dunque e molto meno Juve.

Da questa gara e non è certo l’unica,  emergono dunque fattori importanti;  limiti individuali e la solita paura di osare. Troppo evidente il ripetersi di prestazioni scialbe ormai rese insopportabili e a tratti irritanti da parte di alcuni  interpreti che ancora oggi  fanno fatica ad inserirsi. Seppur vero che la mancanza di Federico Chiesa rappresenti un’assenza di peso (ma lo è anche quella di Danilo e di McKennie)  non puo’ essere una scusante a giustificare l’ennesima brutta figura. Rimane il concetto di base che è rappresentato dalla mancaza di concentrazione nei 90 minuti.  Ennesima prestazione incolore della stagione pronta ad essere archiviata nel faldone dei brutti ricordi.  Ripetitive prestazioni a corrente alternata che non garantiscono futuro ma solo la consapevolezza che la squadra sia  realmente in difficoltà quando è chiamata al mantenimento del vantaggio ma principalmente al non saper gestire cali di tensione. Nella grigia serata lagunare solo  una lieta  sorpresa, quella di aver constatato la qualità del giovane argentino Soule’ che con grande personalità ha battuto una punizione sul termine gara.  E questa è una bella notizia… forse l’unica.