Questione di concentrazione e forse ancor piu’ di appartenenza, insomma cercare la via della definitiva consacrazione appare al momento la cosa piu’ immediata da fare. La Juventus si trova davanti al suo ennesimo bivio stagionale, quello che un mese fa era da considerarsi il famoso crocevia che ha tardato ad arrivare. In quasto momento storico la squadra dovrà per forza di cose trovare la definitiva collocazione e sapere quali saranno davvero traguardi e ambizioni. La prova, o per meglio dire le prove ennesime di squadra fatte di esperimenti, sembra ormai che non abbia piu’ senso. Il famoso cantiere è chiuso da tempo e per qualche modifica si aspetta con ansia la sessione invernale di mercato.  I giocatori a disposizione di mister Allegri sono questi e dunque non c’è piu’ altro da provare se non di andare avanti cercando al limite di poterli adattare di volta in volta. Fuori Chiesa per un periodo non certo breve, si ragiona dunque sul cambio di modulo che dalle ultime prestazioni sembra aver dato la risposta migliore. Chiaro è che al ritorno dell’ex viola non si potrà certo tornare all’antico anche se Allegri è stato abbastanza chiaro, la sua idea è comunque quella di poter adattare diversi moduli alla bisogna. Conforta il fatto che molti dei giovani prodotti da casa Juve si stiano avvicendando sempre piu’ e che il loro inserimento, seppur graduale, evidenzi sicuramente la buona volontà da parte del tecnico di poter formare alcuni elementi interessanti senza aspettare lunghi periodi di attesa. La parola spetta dunque al campo e come dalle note fornite nell’ultima intervista post Malmoe si è notata una particolare attenzione alla gara di Venezia citata a piu’ riprese prima da Allegri e successivamente ribadita da Leonardo Bonucci. Proprio lo scontro con i veneti ci fa riflettere su come possa destare particolare timore. Alle successive domande sul come e perchè focalizzare questa attenzione la risposta di Bonucci è  chiara e determinata: “campi piu’ piccoli sono di per se insidiosi ed ostici da risolvere”. Insomma, una specie di mani davanti o estrema preoccupazione su oggettivi problemi di gioco su campi particolari? Ai posteri dunque l’ardua sentenza ma certo è che il primo a sapere che non si potranno  commettere errori da qui  (almeno in queste tre gare Venezia.Bologna e Cagliari in casa) è sicuramente Allegri  perchè queste tre gare rappresentano sul serio l’ultima spiaggia per le residue speranze dei bianconeri. Ultima spiaggia almeno per quanto riguarda un posizionamento in Champions League. Inutile precisare che in quella particolare zona europea la lotta per un posto sara’ guerra allo stato puro e non ci saranno altri Faraoni in vista. Avanti così dunque e occhi di tigre di gara in gara dove errori non saranno piu’ ammessi e forse anche sopportati.