( Emanuele Tonini  ) (  Gian Luca Feo ) 

Si è appena conclusa il big match della nona giornata allo stadio Meazza di San Siro tra Inter e Juventus, e come nei migliori thriller, non è mancato il finale al cardiopalma, con il pareggio siglato da Dybala al minuto 89 su calcio di rigore, per fallo di Dumfries su Alex Sandro. Rigore decretato dall’arbitro Mariani dopo il check al var. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla formazione iniziale, che come ormai di consuetudine, viene schierata dal Mister con un 442, con in porta Szczesny,  difesa a quattro con Danilo e Alex Sandro esterni, Bonucci e Chiellini centrali, centrocampo formato da Cuadrado e Bernardeschi ali e interni Locatelli e McKenney,  e in attacco l’inedita coppia Kulusevski Morata. L’Inter invece risponde con il classico 352 di Simone Inzaghi. Dirige l’incontro il Signor Mariani della sezione di Aprilia. Agonismo subito alle stelle, l’Inter sembra conquistare terreno con la Juve che rimane sulla propria trequarti quasi a non voler strafare ma ad aspettare gli eventi.
Dopo un quarto d’ora di gioco fatto più che altro di sportellate, registriamo l’infortunio di Bernardeschi che cade male dopo uno scontro con Darmian. Quando il gioco riprende, invece della sostituzione come avrebbe dovuto avvenire, perché Allegri sta dando le ultime indicazioni a Bentancur,  l’Inter passa in vantaggio con un tiro di Calhanoglu che si stampa sul palo interno,  Dzeko è più lesto di tutti e con un tap in solo davanti a Szczesny insacca, con Bonucci che colpevolmente lo perde. La Juve dopo lo svantaggio,  prova a scuotersi, ma sembra frastornata dal vantaggio nerazzurro e quindi fatica a costruire trame di gioco accettabili,  anche perché pare che l’Inter abbia più voglia e fame dei bianconeri. Infatti Cuadrado non la vede mai contro Peresic, Calhanoglu costringe McKenney alla difensiva, e Dzeko e Lautaro schermano un Locatelli che sembra l’unico a metterci un po di garra, visto che Kulusevski sbatte contro Brozovic e Morata di conseguenza è isolato la davanti rimanendo in balia dei difensori interisti.
Si va quindi al riposo con i bianconeri dobbiamo dire meritatamente sotto per 1-0. Il secondo tempo, inizia con lo stesso undici che ha concluso la prima frazione, con McKenney che si sposta a sinistra al posto di un Bentancur evanescente che si sistema al fianco di Locatelli. La situazione però pare non cambiare,  l’Inter è sempre aggressiva, arrivando sempre prima sul pallone rispetto ai giocatori bianconeri. Anche quelle poche volte che la Juve riesce a sfondare la linea difensiva interista  con Kulusevski,  non riesce a riempire l’area con altri uomini. Iniziano le sostituzioni  con Chiesa e Dybala che subentrano al 64°, al posto di Cuadrado e Kulusevski che stasera hanno giocato sottotono, e la qualità messa in campo da Allegri,  si vede subito  quando la Joja pesca subito il taglio centrale di McKenney che però manca l’aggancio. Anche Chiesa si fa subito notare, facendo ammonire Perisic. Sostituzioni anche in casa inter con Dumfries che poi risulterà decisivo in negativo e Sanchez che subentrano al posto di Perisic e Lautaro. Con il passare del tempo la Juve conquista sempre più metri, mettendo le tende nella metà campo avversaria, l’Inter va così in sofferenza e fatica ad uscire. Adesso la Juve visto anche lo svantaggio e il poco tempo rimasto, attacca ogni pallone, sporcando le linee di passaggio. Altre sostituzioni per la Juve al minuto 82, Allegri inserisce Arthur e soprattutto Kaio Jorge che sostituiscono McKenney e Locatelli,  ma la situazione non si schioda dall’1-0, fino a quando Dumfries commette un fallo non rilevato dall’arbitro,  ma il var se ne accorge, e richiama Mariani, che dopo una breve consultazione,  decide per il tiro dagli undici metri, di cui si prende la responsabilità Dybala. Il bianconero spiazza Handanovic e fissa il punteggio sull’ 1-1. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, nei quali però non succede più nulla e così si va negli spogliatoi con il risultato finale di 1-1. Alla luce dei risultati del weekend, la classifica vede il Napoli fermato sullo 0-0 dalla Roma, agganciato in testa dal Milan vittorioso sabato in quel di Bologna.  L’Inter rimane terza con 18 punti, mentre la Juve non approfitta del pari tra giallorossi e azzurri,  e rimane appaiata all’Atalanta a 15 punti, rimanendo così  a – 10 dalla vetta. Alla luce di quello che si è visto in campo, possiamo dire che il pareggio è un risultato giusto, con un primo tempo di marca nerazzurra,  e un secondo dove la Juve ha cercato con più insistenza il pareggio, anche se purtroppo rispetto alle ultime partite si è visto un passo indietro della squadra. Adesso vediamo le pagelle stilate dal nostro Gian Luca Feo.
SZCZESNY: 6 Praticamente quasi mai chiamato in causa, incolpevole sul gol subito.
DANILO:  5,5 Attento in fase difensiva, poco lucido quando deve dar manforte alla fase offensiva
BONUCCI : 5 Svogliato, distratto sul primo gol, e sempre sofferente ad ogni palla che arrivava in area.
CHIELLINI: 5,5 Sempre il migliore quando si tratta di giocare di sciabola, meno con il fioretto, impreciso nel servire i compagni
CUADRADO: 6 L’unico che si sbatte nelle due fasi e che cerca di far salire la squadra,  cala alla distanza.
DYBALA ( dal 65° ): 7 Decisivo l’ingresso della Joja, sempre nel vivo della manovra e freddo dal dischetto.
BERNARDESCHI: S.V Si fa male dopo pochi minuti, sfortunato Federico
BENTANCUR ( dal 18° ): 6 Il suo ingresso in campo ha dato fisicità  al centrocampo e dopo un avvio così così, complice l’ingresso a freddo, la sua crescita è stata costante durante il match soprattutto nel secondo tempo quando gioca da mezzala destra.
LOCATELLI: 5 Prova senza infamia e senza lode, gioca in maniera troppo scolastica.
ARTHUR ( dall’83° ) S.V.
MCKENNEY: 5 Primo tempo da dimenticare e secondo tempo con più verve ma con poca concretezza.
KAIO JORGE ( dall’83° ) S.V.
ALEX SANDRO: 5,5 Sempre in ritardo sulle chiusure difensive, meglio in fase offensiva.
KULUSEVSKI: 5 Ennesima prova da dimenticare per lo svedese, non entra mai nel vivo dello manovra.
CHIESA ( dal 65° ): 6,5 Entra con piglio giusto e cerca sempre le sue giocate fatte di strappi, accelerazioni ed uno Vs uno.
MORATA: 5,5 Mai incisivo e determinante in zona gol. Troppo leggero anche nei contrasti.