KOOPMAINERS GOAL CHE DA SENZ’ ALTRO MORALE,MA NON È IN DIFESA CHE PUÒ AVERE UN FUTURO
(di Massimiliano Fantasia)

L’operazione rilancio del talento di Teun Koopmeiners è iniziata in una maniera che nessuno in Olanda si sarebbe mai aspettato. Il nuovo commissario tecnico Xavi, che in queste prime 3 gare sta insistendo molto sull’impostare uno stile di gioco spregiudicato e votato all’attacco, ha però sorpreso tutti nella gara di Nations League contro la Serbia dato che ha sì lanciato il giocatore della Juventus fra i titolari, ma da difensore centrale e non da centrocampista.
Per lo stile di gioco che vuole impostare, molto rapido nello stretto e possibilmente verticale, Koopmeiners non ha i ritmi per poter stare in mezzo al centrocampo che Xavi ha in mente. La tecnica di base dell’ex-Atalanta, tuttavia, è qualcosa che può tornare utile in tanti modi differenti nel corso di una gara e, proprio da qui, nasce quindi l’idea di provarlo accanto a Virgil Van Dijk come centrale di sinistra della sua difesa a 4 come alternativa ad Aké.
L’obiettivo è quello di avere un’uscita fluida palla al piede da sinistra, e di avere in quella zona del campo un giocatore in grado, a testa alta di poter all’occorrenza guardare in profondità o sfruttare i suoi cambi di gioco. Oltre a questo, ovviamente, c’è anche la voglia di sfruttare anche il piede dello juventino, forte su tutti i calci piazzati.
E proprio da calcio piazzato è arrivato uno dei due lampi regalati da Koopmeiners in questa gara ed entrambi ovviamente su punizione.
Al 31′ il goal che ha sbloccato la gara, con una punizione defilata sulla destra dal limite, calciata liftata e tesa a tagliare l’area di rigore, su cui nessuno è poi realmente intervenuto e con la palla che ha terminato la sua corsa direttamente in fondo alla rete.
Ad inizio secondo tempo, intorno al 50esimo un’altra punizione, questa volta più centrale e calciata rasoterra sotto la barriera che, complice una deviazione in extremis, per poco non beffava Vanja Milinkovic-Savic comunque bravo a reagire e parare.
La gara darà sicuramente morale e fiducia, ma il ruolo, perlomeno nella Juventus, non può essere considerato quello del rilancio e del suo futuro. Oltre alla pericolosità offensiva e a un discreto giropalla, infatti, Koopmeiners è andato in difficoltà in diversi momenti della gara in quello che dovrebbe essere il fondamentale più importante per un difensore: marcatura e frapporsi agli avversari.
In occasione del goal dell’1-1 serbo lui, ma anche Reijnders e perfino in parte Van Dijk erano completamente fuori posizione, senza sentire l’uomo vicino. L’occasione più clamorosa che ha evidenziato tutti i suoi limiti in quella posizione è invece arrivata ad inizio ripresa quando, su una palla servita in verticale alle sue spalle per Cvetkovic, è stato costretto a rincorrere per 30 metri l’attaccante serbo.
Già in difficoltà nella corsa, Koopmeiners ha provato poi a fermarlo lanciandosi in scivolata, ma facendosi saltare facilmente e lasciando tutto lo specchio libero alla punta per calciare. Per sua fortuna il tiro a giro di Cvetkovic è finito fuori, ma il posizionamento e il tentativo di frapposizione difensiva ha raccontato tutta la sua difficoltà.