(Andrea Lybra)

OPERAZIONE RILANCIO: CERCASI CONFERME CON LA SAMPDORIA
PER AFFRONTARE PIÙ SERENAMENTE IL CHELSEA MERCOLEDÌ.

Allegri predica il concetto dello step by step e grida forte la parola concentrazione a
tutto l’ambiente, in mano a lui il presente ed il futuro della Signora.
La crisi d’identità’ della Signora del calcio italiano non può di fatto dirsi conclusa con la
vittoria a “cardiopalmo” in rimonta con lo Spezia. Ci mancherebbe solo questo! Allegri ora
più che mai oltre che a farsi sentire in allenamento, ha il difficilissimo compito di
psicoanalizzare ogni uomo della rosa per capirne eventuali limiti e disagi e valorizzarne i
punti di forza. Non è per niente un lavoro semplice ma e’ proprio per questo motivo che
probabilmente la società bianconera dopo due anni di prova con profili diametralmente
opposti al tecnico toscano, vedi Sarri e Pirlo, ha reputato opportuno consegnare
nuovamente la squadra al mister manager Massimiliano Allegri. Criticato da sempre e ormai
abituato al pesante ambiente juventino, con il suo self control sempre a portata di mano e
come filosofia di vita costante da imporre a se stesso e a chi lo circonda, il pluridecorato
Mister ha dimostrato con i fatti di ricoprire con garbo, pazienza e metodo, l’ingrato ruolo di
“Padre” protettivo e a volta “bacchettatore” dei suoi ragazzi per riportare la giusta
concentrazione evitando però la troppa pressione che sa benissimo in taluni soggetti quasi
sempre va a determinare effetti altamente negativi. La ricostruzione non può non passare da
questo processo, blindare la difesa riconsegnata nelle mani del duo B&C, (Bonucci,
Chiellini), permettendo un graduale inserimento di De Ligt, per consegnare un giorno allo
stesso, le chiavi della cassaforte juventina, dare nonostante tutto fiducia incondizionata al
portierone polacco, permettere l’inserimento del bravo ma non ancora Top Player Manuel
Locatelli (senza “bruciarlo”), come regista avanzato davanti il muro difensivo e con il compito
di offendere e creare profondità portando l’asse in avanti di tutta una squadra evitando
l’appiattimento indietro di tutto l’assets di centrocampo. Allegri inoltre sta centellinando la
carica esplosiva di Federico Chiesa, talento fuori da ogni dubbio, ma con una connotazione
logistica e strategica in campo ancora tutta da definire. Non ultimo il grande lavoro da
svolgere sul duo Paulo Dybala e Alvaro Morata, ufficialmente ex giovani in cerca della
consacrazione definitiva. Anche loro hanno da dimostrare, una volta per tutte, che la società
ha fatto bene in questi anni a farli crescere e concedere ad entrambi fiducia proteggendoli
dai forti “venti” pericolosi che spesso e volentieri si manifestano sopra la Continassa. Ora più
che mai, con la figura ingombrante di CR7 lontano km e km da Torino, tutta la pressione va
inesorabilmente a cadere su di loro, Allegri lo sa benissimo e cerca quotidianamente di buttare
acqua sul fuoco per non rischiare l’incendio maledetto che coinvolgerebbe tutto l’ambiente,
tifoseria inclusa. Una cosa è certa! Nessuno può sostenere che la formazione juventina sia
composta da giocatori di livello eccelso, fatta specie ovviamente di alcuni senatori con un
background indiscutibile, ma altrettanto nessuno può sostenere che questa formazione sia
scarsa, basti pensare a quanti nazionali italiani e stranieri ha nelle sue fila. E allora? Ecco
che diventa comprensibile che la Dirigenza richiami alla base il suo Manager/Allenatore/
Papà di tutti/Psicologo/Badante a mezzo servizio o giù di li, aggiungendo l’odiato termine
aziendalista, Massimiliano Allegri, e ne va a versare nelle sue parsimoniose tasche la
bellezza di 9 milioni a stagione, più dello “special one” alla Roma. Qui alla Juve si è varata la
politica dell’usato garantito dopo due anni di prove e provini che hanno di fatto indebolito la
convinzione di forza del gruppo storico in campo nonché indebolito la convinzione che
essere la Juve sia un qualcosa di profondamente diverso rispetto a tutte le altre squadre. Si!
Per carità, criticarlo è sacrosanto, poiché le sue scelte il più delle volte sono impopolari ai
molti e poco di effetto, ma averlo in panchina è assolutamente la garanzia per tutti che la
Juve sarà comunque e sempre una squadra vincente facendo passare addirittura in sordina
che al momento la società combatte per su di un campo ancora più difficile e impervio quale
un deficit economico senza precedenti che non è stato solo determinato dall’operazione
Ronaldo bensì da una crisi globale che ha coinvolto tutto il settore calcio e che a messo
seriamente a rischio addirittura la sopravvivenza di talune Società. Ecco! È proprio per tutto
questo che il vero tifoso juventino può e deve stare sereno, il connubio Agnelli, Exor,
Allegri, è assolutamente sinonimo di garanzia ed affidabilità, non solo dimostrato nel
recente passato bensì lo è ancora oggi e lo sarà senza dubbio nel breve e medio futuro