ROMA E COMO UNITI NELLA STORIA,MILAN E JUVE FUORI DALLA CHAMPIONS LEAGUE
(di Massimiliano Fantasia).
La Serie A 2025/26 si chiude con uno degli epiloghi più sorprendenti degli ultimi anni nella corsa alla Champions League. Per la prima volta, due big come Milan e Juventus mancano contemporaneamente la qualificazione alla massima competizione europea, un evento che segna profondamente la stagione e ridisegna gli equilibri del calcio italiano.
La giornata finale ha regalato un intreccio di emozioni e colpi di scena fino all’ultimo minuto. Il Milan ha perso in casa contro il Cagliari dopo una gara in cui era anche passato in vantaggio, vanificando ogni possibilità di rientrare tra le prime quattro. La Juventus, invece, non è andata oltre il pareggio nel derby di Torino, una partita nervosa e condizionata anche da tensioni sugli spalti che hanno contribuito a rendere ancora più amaro il risultato.
A festeggiare sono state Roma e soprattutto Como, protagonista assoluto di una stagione straordinaria. I giallorossi hanno conquistato il terzo posto grazie a un percorso di grande solidità nella parte finale del campionato, mentre la squadra lombarda ha firmato un’autentica impresa sportiva centrando una storica qualificazione alla Champions League, un traguardo mai raggiunto prima nella sua storia.
La classifica finale racconta un equilibrio incredibile, pochi punti hanno deciso il destino di club con ambizioni molto diverse, dimostrando quanto la Serie A sia tornata altamente competitiva nella lotta ai piazzamenti europei. Le combinazioni dell’ultima giornata hanno confermato un verdetto clamoroso: Roma e Como in Champions, Milan e Juventus in Europa League, con l’Atalanta a completare il quadro delle coppe quindi tutte le altre.
Oltre ai risultati, ciò che colpisce è il significato simbolico di questa volata: da un lato il crollo di due potenze storiche, dall’altro l’ascesa di realtà capaci di costruire progetti solidi e ambiziosi. Il calcio italiano si ritrova così davanti a un cambio di scenario che potrebbe influenzare anche le prossime stagioni, tra rifondazioni, nuove strategie e inevitabili riflessioni nei grandi club.
La Serie A 2025/26 si chiude con uno degli epiloghi più sorprendenti degli ultimi anni nella corsa alla Champions League. Per la prima volta, due big come Milan e Juventus mancano contemporaneamente la qualificazione alla massima competizione europea, un evento che segna profondamente la stagione e ridisegna gli equilibri del calcio italiano.
La giornata finale ha regalato un intreccio di emozioni e colpi di scena fino all’ultimo minuto. Il Milan ha perso in casa contro il Cagliari dopo una gara in cui era anche passato in vantaggio, vanificando ogni possibilità di rientrare tra le prime quattro. La Juventus, invece, non è andata oltre il pareggio nel derby di Torino, una partita nervosa e condizionata anche da tensioni sugli spalti che hanno contribuito a rendere ancora più amaro il risultato.
A festeggiare sono state Roma e soprattutto Como, protagonista assoluto di una stagione straordinaria. I giallorossi hanno conquistato il terzo posto grazie a un percorso di grande solidità nella parte finale del campionato, mentre la squadra lombarda ha firmato un’autentica impresa sportiva centrando una storica qualificazione alla Champions League, un traguardo mai raggiunto prima nella sua storia.
La classifica finale racconta un equilibrio incredibile, pochi punti hanno deciso il destino di club con ambizioni molto diverse, dimostrando quanto la Serie A sia tornata altamente competitiva nella lotta ai piazzamenti europei. Le combinazioni dell’ultima giornata hanno confermato un verdetto clamoroso: Roma e Como in Champions, Milan e Juventus in Europa League, con l’Atalanta a completare il quadro delle coppe quindi tutte le altre.
Oltre ai risultati, ciò che colpisce è il significato simbolico di questa volata: da un lato il crollo di due potenze storiche, dall’altro l’ascesa di realtà capaci di costruire progetti solidi e ambiziosi. Il calcio italiano si ritrova così davanti a un cambio di scenario che potrebbe influenzare anche le prossime stagioni, tra rifondazioni, nuove strategie e inevitabili riflessioni nei grandi club.



