BOGA SEGNA,YILDIZ ISPIRA CONCEICAO È INTOCCABILE : PER DAVID NON C È PIÙ POSTO
(di Massimiliano Fantasia)
(di Massimiliano Fantasia)
Dopo il 4-0 al Pisa, la Juventus passa anche ad Udine strappando tre punti pesanti in chiave quarto posto che,immaginiamo da qui fino a fine campionato,sarà una lunga sfida per aggiudicarselo con Como e Roma
Ma che cosa hanno in comune queste due vittorie? Oltre al fatto che i due successi sono maturati in due occasioni in cui la Juve è riuscita a mantenere la porta inviolata, l’altro aspetto sul quale riflettere riguarda la posizione di Jonathan David.
I bianconeri, infatti, hanno realizzato gli ultimi 5 goal, ovvero quelli messi a referto tra le gare con Pisa e Udinese, sempre quando il canadese non era in campo. Un segnale molto preciso e tutt’altro che casuale. La squadra di Spalletti, infatti, ha risolto le ultime due partite di campionato quando in campo c’erano contemporaneamente Kenan Yildiz, Jeremie Boga e Francisco Conceicao.
L’uomo copertina di queste ultime settimane a tinte bianconere è stato ovviamente Jeremie Boga.
L’ivoriano, infatti, ha messo a referto il suo terzo goal consecutivo in appena sei apparizioni complessive con la Juventus. Dopo il goal all’Olimpico contro la Roma, che aveva riaperto la sfida in terra capitolina aprendo il viatico che ha poi portato alla rimonta, l’ex Sassuolo e Atalanta, prima del sigillo di Udine, era andato a segno anche in occasione del poker rifilato al Pisa.
Contro l’Udinese, Spalletti l’ha schierato inizialmente largo a sinistra, prima di spostarlo al centro dell’attacco invertendo la sua posizione con quella di Yildiz: mossa che, evidentemente, ha pagato i dividendi.
Rispetto alla gara col Pisa non ha trovato la via del goal, ma contro l’Udinese, Kenan Yildiz ha inscenato una delle migliori prestazioni della sua stagione.
Il numero 10 bianconero, oltre ad aver sfornato l’assist vincente per il goal di Boga, si è confermato come l’elemento più pericoloso e di maggiore ispirazione di tutta la Juventus. Dai suoi piedi, infatti, sono sempre transitate le azioni più pericolose della Vecchia Signora.
Al Bluenergy Stadium, inoltre, Kenan ha toccato quota 10 assist stagionali, di cui 7 messi a referto nel contesto del campionato di Serie A.
La gioia del goal, a Francisco Conceicao, è stata negata da una discutibile chiamata del VAR che ha vanificato il suo diagonale vincente finito alle spalle di Okoye.
Al netto della rete non convalidata, l’esterno portoghese è stato però uno dei migliori in campo in terra friulana: libero di agire sulla corsia di destra ha messo in enorme difficoltà Kristensen lungo la sua corsia di competenza. In altre parole, una costante spina nel fianco. Nel 4-2-3-1 di Spalletti è ormai sempre più una certezza.
E Jonathan David? Il bilancio delle ultime uscite, del resto, piange. Prova incolore a Roma, sostituito all’intervallo contro il Pisa e soltanto otto minuti contro l’Udinese.
E se al quadro generale si aggiunge l’ormai imminente rientro di Dusan Vlahovic, la sensazione che il canadese abbia definitivamente perso il posto nelle gerarchie di Spalletti sia estremamente fondata. Il classe 2000, infatti, non trova il goal dallo scorso 1° febbraio, giorno del tap-in a porta vuota contro il Parma, in un periodo nel quale sembrava essersi definitivamente rilanciato. Quantomeno prima di riproporre l’opaca versione di se stesso della prima parte di stagione.
Ma che cosa hanno in comune queste due vittorie? Oltre al fatto che i due successi sono maturati in due occasioni in cui la Juve è riuscita a mantenere la porta inviolata, l’altro aspetto sul quale riflettere riguarda la posizione di Jonathan David.
I bianconeri, infatti, hanno realizzato gli ultimi 5 goal, ovvero quelli messi a referto tra le gare con Pisa e Udinese, sempre quando il canadese non era in campo. Un segnale molto preciso e tutt’altro che casuale. La squadra di Spalletti, infatti, ha risolto le ultime due partite di campionato quando in campo c’erano contemporaneamente Kenan Yildiz, Jeremie Boga e Francisco Conceicao.
L’uomo copertina di queste ultime settimane a tinte bianconere è stato ovviamente Jeremie Boga.
L’ivoriano, infatti, ha messo a referto il suo terzo goal consecutivo in appena sei apparizioni complessive con la Juventus. Dopo il goal all’Olimpico contro la Roma, che aveva riaperto la sfida in terra capitolina aprendo il viatico che ha poi portato alla rimonta, l’ex Sassuolo e Atalanta, prima del sigillo di Udine, era andato a segno anche in occasione del poker rifilato al Pisa.
Contro l’Udinese, Spalletti l’ha schierato inizialmente largo a sinistra, prima di spostarlo al centro dell’attacco invertendo la sua posizione con quella di Yildiz: mossa che, evidentemente, ha pagato i dividendi.
Rispetto alla gara col Pisa non ha trovato la via del goal, ma contro l’Udinese, Kenan Yildiz ha inscenato una delle migliori prestazioni della sua stagione.
Il numero 10 bianconero, oltre ad aver sfornato l’assist vincente per il goal di Boga, si è confermato come l’elemento più pericoloso e di maggiore ispirazione di tutta la Juventus. Dai suoi piedi, infatti, sono sempre transitate le azioni più pericolose della Vecchia Signora.
Al Bluenergy Stadium, inoltre, Kenan ha toccato quota 10 assist stagionali, di cui 7 messi a referto nel contesto del campionato di Serie A.
La gioia del goal, a Francisco Conceicao, è stata negata da una discutibile chiamata del VAR che ha vanificato il suo diagonale vincente finito alle spalle di Okoye.
Al netto della rete non convalidata, l’esterno portoghese è stato però uno dei migliori in campo in terra friulana: libero di agire sulla corsia di destra ha messo in enorme difficoltà Kristensen lungo la sua corsia di competenza. In altre parole, una costante spina nel fianco. Nel 4-2-3-1 di Spalletti è ormai sempre più una certezza.
E Jonathan David? Il bilancio delle ultime uscite, del resto, piange. Prova incolore a Roma, sostituito all’intervallo contro il Pisa e soltanto otto minuti contro l’Udinese.
E se al quadro generale si aggiunge l’ormai imminente rientro di Dusan Vlahovic, la sensazione che il canadese abbia definitivamente perso il posto nelle gerarchie di Spalletti sia estremamente fondata. Il classe 2000, infatti, non trova il goal dallo scorso 1° febbraio, giorno del tap-in a porta vuota contro il Parma, in un periodo nel quale sembrava essersi definitivamente rilanciato. Quantomeno prima di riproporre l’opaca versione di se stesso della prima parte di stagione.



