Dalla conferenza stampa di Igor Tudor alla vigilia di Juventus -Al Ain del 19/06 gara d’esordio dei bianconeri al Mondiale per club
LA JUVE GIOCA SEMPRE PER VINCERE.
(di Massimiliano Fantasia).

Igor Tudor ha parlato alla stampa a poco più di ventiquattro ore dall’esordio assoluto della Juventus al Mondiale per Club. I bianconeri sfideranno l’Al-Ain a Washington nel match valevole come prima giornata del nuovissimo torneo iridato. Di seguito le parole pronunciate da Tudor apparso molto sereno e soprattutto certo che forse per la prima volta avrà la squadra per poter competere con tutti ma vediamo cosa ha detto…

IGOR TUDOR POTREMMO DIRE CHE  SIA UN NUOVO INIZIO?                                                  “Io non lo definirei così, è piuttosto una prosecuzione. La squadra è la stessa, a parte Rugani e Kostic che sono rientrati dai prestiti ed è un vantaggio poter continuare a lavorare su quello che i giocatori hanno assimilato nei mesi scorsi. Non si riparte dall’inizio, c’è un lavoro dietro che aiuta molto e ci sono sicuramente meno cose che loro non sanno. Io e i ragazzi ci conosciamo bene, sia umanamente che professionalmente”.
NESSUNA INCERTEZZA DAL SUO ARRIVO SEMBRA CHE IL GRUPPO SI SIA RICOMPATTATO A QUELLA FIGURA CHE UN PO MANCAVA ALL INTERNO DELLA SQUADRA                                                           “Sia in campionato sia in queste tre settimane non ho mai avuto la sensazione che dentro la squadra regnasse un clima di incertezza. Per me è sempre stato tutto molto chiaro, forse da fuori potete aver avuto una sensazione diversa da quello che ho vissuto io, ma vi assicuro che mi sono sempre sentito bene e i ragazzi sono stati eccezionali per professionalità e predisposizione al sacrificio. Io ero in una bolla mentale con la concentrazione massima”.
COME GIUDICA I CAMBIAMENTI AVVENUTI IN SOCIETA’                                                  “Sono scelte della proprietà in cui non entro, io faccio il mio lavoro”.
DOVE VOLETE ARRIVARE A QUESTO MONDIALE,DI SOLITO LA JUVE  GIOCA PER VINCERE SARÀ COSÌ ANCHE NEGLI STATI UNITI ?                                                                  “È vero, ero sicuro che avremmo centrato l’obiettivo Champions e ci siamo riusciti. Il Mondiale per Club però è diverso, abbiamo fatto una preparazione non usuale per gli impegni delle nazionali, ho avuto il gruppo non al completo. I giocatori però sanno bene quali sono gli obiettivi se fanno parte di questo club: si partecipa sempre per vincere”.
COSA PENSA DEL DISCORSO DI ELKANN ?  “A motivarci è stato il presidente Elkann, che è voluto venire a trovarci alla Continassa per spingerci ad andare al Mondiale con la voglia di vincere. È stato molto chiaro, l’ho visto bello pimpante, ha ribadito messaggi forti, da Juve, e i ragazzi hanno apprezzato”.
HA LA STIMA DEI GIOCATORI CHE HANNO CHIESTO LA SUA CONFERMA ,COSA PROVA?                                                              “La squadra ha spinto per la mia conferma? Normale che Andrea (Cambiaso, ndr) dica così, sennò lo faccio fuori… Scherzi a parte, è bello perché alla fine quello che conta sono i giocatori e il loro pensiero. Io sono esigente come allenatore, anche in un mondo in cui si sta perdendo la coerenza e si tende a non risolvere i problemi che si presentano, io resto me stesso. Non sono uno che mette la polvere sotto il tappeto. Un calciatore in una settimana tra partite, viaggi e riposo fa due-tre allenamenti in cui esce con la lingua di fuori: ecco, quello per me è il minimo indispensabile. Non puoi non farlo. Un allenatore ora è molto di più, deve riuscire a gestire tutto e cercare di essere giusto”.
SI ANNUNCIA UNA STAGIONE INFINITA      “Io vedo un calcio in cui si gioca sempre di più ma si smette anche più tardi, perché si mangia meglio, ci sono gli allenatori privati e tante cose che aiutano ad allungare la carriera. La gestione dipende sempre da un allenatore, io posso dire che quando si sente la musichetta della Champions League non c’è più stanchezza e tutti vogliono giocare. Bisogna essere bravi ad andare sempre con la miglior squadra ma senza stancarsi troppo. Sicuramente c’è molto entusiasmo per questo Mondiale, abbiamo recuperato Gatti e Koopmeiners, oltre a Locatelli che si era fatto male in Nazionale. Adesso c’è molta competizione e più concorrenza, le partitelle sono di alto livello”.
OBIETTIVO AL MONDIALE ,DOMANDA CHE IN PARTE GLI HANNO GIÀ FATTO MA,DOVE PENSATE DI POTER ARRIVARE?                      “È tutto nuovo e quindi è difficile avere un’opinione, non si conoscono bene gli avversari e la competizione è tutta da scoprire. Andando avanti avremo le idee più chiare, ma non abbiamo un obiettivo minimo. Non mi sono mai fissato su quello, ci si focalizza solo sul lavoro e su noi stessi”.
SI RIPARTE DAL 3-4-2-1 ?                        “Avremo un sistema di gioco base che poi andrà interpretato di volta in volta. Anche in questo caso io non non sono un maniaco dei numeri. Ci saranno delle varianti, io non credo a quelli che dicono che un modulo è più moderno e altri lo sono meno. Solo lo stile di gioco e le scelte dei giocatori determinano se una squadra è più o meno offensiva”.
LA MENTALITA’ ? SIAMO SULLA STRADA GIUSTA                                                                   “Il pressing mi piace, lo fanno tutti, è bello andare avanti ma poi bisogna anche andare verso la propria porta. Non si deve rinunciare a niente. È un calcio sempre più esigente, non bisogna essere superficiali ma essere aperti e non farsi condizionare dalle etichette che ci vengono messe addosso”.
IL MERCATO ?                                             “Certo, quello che ho detto lo penso ancora. Con tre acquisti la squadra è competitiva, in più ci sarà il ritorno di un giocatore importante come Bremer, che qui negli Stati Uniti si sta allenando insieme a noi, e di Cabal. Sono contento dei miei ragazzi, la società farà il massimo. Sono sicuro che saremo più forti dell’anno scorso”.
AL-AIN E WYDAD ? CHE SQUADRE SONO?      “Sono due squadre da non sottovalutare, vengono da campionati poco seguiti ma sanno vincere. Non è facile preparare una partita contro club che si conoscono così poco, li abbiamo studiati ma restano delle incognite. Anche per questo noi dobbiamo avere il massimo di attenzione. Dobbiamo andare forte, inibb fondo siamo noi contro noi stessi”.
Termina qui la prima conferenza stampa statunitense di Igor Tudor,domani mattina alle ore tre ,ore italiane la palla passerà alla squadra per l esordio con  Al-Ain.