( Emanuele Tonini )

Dopo l’ennesima sconfitta rimediata in quel di Torino, dalle parti della capitale è esplosa l’ennesima stucchevole e ridicola protesta nei confronti della Juventus. Questa volta i piangina (termine usato a Milano da chi è buono solo a lamentarsi) giallorossi, si sono inventati a loro dire come pietra dello scandalo, un calcio di  rigore fischiato troppo frettolosamente senza lasciar finire l’azione che avrebbe portato al pareggio della Roma. Ma i suddetti piangina, forse non si sono accorti, o meglio fanno finta di dimenticare che, il giocatore armeno con un cognome difficile da scrivere, cadendo atterrato da Szczesny, ha passato il pallone con la mano volontariamente al proprio compagno che ha segnato. E qui l’errore invece di essere a discapito di chi ha fatto del pianto e della lamentela il suo credo, è contro la Juve. Infatti se l’arbitro Orsato avesse continuato a far giocare, il gol avrebbe dovuto essere annullato per il tocco di mano e conseguentemente non ci sarebbe stato nessun rigore. Quindi se qualcuno avrebbe motivo di lamentarsi,  questa sarebbe dovuta  essere la Juve. Pensiamo per un un’attimo se la situazione fosse ribaltata, che cosa avrebbero detto i romanisti? Avrebbero comunque avuto da lamentarsi perché un giocatore della Juve avrebbe toccato di mano. Quindi viene da pensare che sulle sponde del biondo Tevere, la coerenza sia materia alquanto astrusa, infatti dovrebbero inanzitutto fare pace con il cervello, anche se i molti casi sarebbe impresa ardua, e dovrebbero cercare,  se mai ne fossero capaci di vedere lo svolgimento dell’azione a 360° gradi, e non solo il fatto che Orsato non gli abbia permesso di segnare. Inoltre i tifosi, ma credo tutto l’ambiente giallorosso,  soffra di grossi complessi di inferiorità manifestatasi praticamente quasi ininterrottamente da quando hanno iniziato ad esistere. Purtroppo sanno solo lamentarsi e dire che la Juve ruba, anzi come si dice a Roma rubba, però che cosa ci si può aspettare da chi recrimina ancora per il famoso gol di Turone, nonostante sia stato sconfessato il teorema secondo cui, il gol fosse regolare, ma questi personaggi continuano imperterriti a piangere. Ma si sa che chi ha fatto del pianto e della cultura del sospetto,  secondo la quale la Roma è stata derubata di 14 scudetti, 8 coppe Italia, 3 supercoppe italiane, e un svariate coppe del nonno ( le uniche che possono sperare di vincere), non può che addurre a puerili scuse per spiegare anni di batoste. Secondo loro, il palazzo e i poteri forti sono contro di loro e la Juve è a capo di questo potere.

Sinceramente questa litania, ha stancato dovrebbero far tesoro dei propri errori, e delle proprie mancanze, a partire dai vertici societari,  dove per molti hanno fatto dell’improvvisazione il loro cavallo di battaglia. Hanno sempre cercato di copiarci, con scarsi risultati si direbbe, ma da quelle parti la mentalità vincente non hanno la minima idea di cosa sia, e d’altronde non si può nemmeno comprarla al supermercato. Quindi meglio attaccare la Juve dicendo che ruba, così ci si pulisce la coscienza davanti ai propri tifosi, liberi così di piangere per le mancate vittorie. E nonostante ieri sera sia Dazn che la gazzetta dello sport, giornale quest’ultimo non certo vicino ai colori bianconeri, abbiano certificato che il gol avrebbe dovuto essere annullato, e il rigore non assegnato, l’ambiente romanista continua nel piagnisteo. La nostra classe non ci permette di abbassarci al livello di questi plebei, che continueremo a guardare dall’alto verso il basso, ma la cosa che preme ricordare è che parafrasando una canzone di Vasco Rossi, noi siamo ancora qua, combatteremo per tornare a riprenderci lo scudetto, perché noi non molliamo mai perché noi siamo la Juve e vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta.