Speravo che quel giorno non fosse mai oggi.
No, non sono enigmatico e nemmeno patetico ma riflessivo si.
Fummo felici di dare primissimi la news di CR7 in bianconero. Già sapevamo, noi della redazione e nel massimo riserbo tra pochi intimi quella che sarebbe stata la vera “notizia”. Segretezza dunque ma allo stesso tempo irrefrenabile voglia di esplodere la notizia: “Cristiano Ronaldo alla Juve”.
Poi la realtà, il giocatore più forte del mondo approda alla Juve.
I “Siuuuuu” e le piroette non le vivremo più dunque, non avremo il nostro punto di riferimento ( la Juve ha sempre avuto il gruppo per lo più) e l’uomo a cui affidare le nostre speranze per un goal che non arriva.
Il campione ti vizia e ti gonfia il petto, il campione ti mette in condizione di esprimerti sempre al massimo delle tue forze, il carisma del campione viaggia su binari paralleli con la storia della società di appartenenza.
Sivori, Charles, Boniperti, Baggio, Vialli, Del Piero, le roi Michel Platini e scusate se dimentico qualcuno ma.ne abbiamo avuti tanti…
La Juve rimane, i campioni passano e lasciano la firma.
Non ho più nulla da raccontare e scrivere sul diario dei miei ricordi, questa sera vedrò la mia Juve contro l’Empoli e per la prima volta dopo tre anni, sul foglio delle formazioni ufficiali mancherà quel nome.
Si va avanti dunque e si prosegue nel nostro percorso con la voglia e la tenacia di sempre.
Adesso qualcuno festeggerà sicuramente mettendo ancora più in evidenza la loro impotenza organizzativa e invidia radicata nel tempo. Noi abbiamo avuto Cristiano, gli altri hanno proiettato in piazza dinanzi ad un sagrato meneghino qualche sogno. La partenza di Ronaldo, come quella di Lukaku e Hakimi, rappresentano un fallimento del nostro calcio sempre più mediocre e poco allenante come disse Fabio Capello. La perdita di un campione è sempre la scofitta di un sistema.
La Juve resta e i campioni passano e altri ne arriveranno. Le parole finali di CR7 coniugano quella piccola parte di sentimento ancora presente nel campione con gli interessi personali che prevalgono sempre più in un calcio irrimediabilmente alla deriva. Se fossi in Ronaldo però sarei un po’ avvilito, come ha detto Paolo Di Canio:” il city lo voleva gratis”.
Non illudiamoci dunque, le bandiere dei nostri idoli sventoleranno sempre meno, poco vento e molti affari. Fermiamo i procuratori!
Ciao Cristiano e buona fortuna,. Si chiude un sipario se ne aprirà uno successivo. Noi siamo nati per vincere. #Signoramiacalcionews #occhiditigre #marcovenditti



