(Andrea Paonessa)

Il Dio denaro ha vinto ancora una volta. Stamattina si è svolta la presentazione di Lionel Messi sotto la corte del re di Francia Al-Khelaïfi,patron del PSG.
Un impoverimento calcistico, che nel caso della pulce argentina, smonta 21 anni di storia,onore e sudore per la maglia.
Tutto ciò,rivolto particolarmente al campionato italiano, dopo l’ultima vicenda Chelsea-Lukaku, ci porta a pensare che il valore del calcio decade difronte all’onnipotenza del denaro.
L’inter non ha saputo dire di no alla maxi offerta da 115 milioni dei blues, ma soprattutto non ha saputo dire no alla richiesta dei tifosi di non cedere il talento belga, cresciuto tra le fila calcistiche della squadra londinese.
Purtroppo una delle innumerevoli situazioni di impoverimento del campionato italiano, dopo Hakimi e Lukaku,  Firenze potrebbe perdere Dusan Vlahovic (in trattativa con il Tottenham) dopo lo straordinario campionato appena concluso con 21 reti all’attivo (al quarto posto nella classifica marcatori dopo Ronaldo, Lukaku e Muriel).
Tutto ciò, nel contesto della Serie A, ci porta a pensare che la Juventus non potrà perdere la sua punta di diamante Cristiano Ronaldo, e che le premesse del mercato delle squadre opponenti, ci porti a pensare che (almeno in Italia) la compagine bianconera sia la squadra da battere.
Per lo scudetto è una firma facile, ma per la coppa dalle grandi orecchie il discorso è leggermente diverso, considerando lo strapotere del sopracitato Paris Saint Germain, che del fair play finanziario ne fa carta straccia.
Parlando di orecchie, quelle di Aleksander Čeferin staranno sicuramente fischiando, che due giorni fa ha dichiarato che la UEFA sta valutando di inserire il Salary Cap, ossia un tetto salariale massimo per ridurre i costi dei club. Ma nel caso in cui quel tetto venga superato, allora verrà imposta al club una tassa di lusso, ovvero il club tratterà parte dei suoi introiti dai bonus UEFA.
Dopo il caos sulla SuperLega, ora il rumore di fischi non è più un ronzio nelle orecchie, ma un sibilo timido che si fa sempre più forte sulla bocca dei tifosi.