Ha rimirato per l’ultima volta il suo destro vincente che ha spianato alla Juventus la strada per l’accesso ai quarti di finale di Champions League. Poi, con sano cinismo, ha premuto il tasto “reset” del suo videoregistratore cerebrale, perché emozioni così vanno assaporate per qualche istante e immediatamente accantonate. Così, almeno, ragionano i campioni e la sensazione è che Marko Pjaca abbia tutti i requisiti per accedere nel ristretto novero.

Il ragazzone croato non si è fatto intimorire dalla sfilza di panchine consecutive in questa prima parte di stagione, figurarsi se può cullarsi sugli allori dopo aver realizzato il primo, prezioso, goal con la divisa bianconera.

Ph. Tardito / One+Nine Images
Porto vs Juventus – Uefa Champions League

D’altro canto, il classe 1995 è consapevole di essere un predestinato: si è imposto nella Dinamo Zagabria per la sua caparbietà e le sue qualità tecniche, che ha messo in mostra anche ai recenti campionati europei con la propria Nazionale e che hanno attirato su di lui l’interesse delle principali potenze pallonare dell’orbe terracqueo.

Juve e Milan sono le squadre che si sono mosse con maggior decisione su di lui, ma dal ballottaggio è uscito vincitore il club sabaudo, anche e soprattutto in virtù della sua partecipazione alla Champions League. Ah, la Champions League, quella “Coppa dalle Grandi Orecchie” bramata dall’intero popolo juventino e divenuta ormai un’ossessione collettiva: chissà che, con un Pjaca in più nel motore, non diventi un obiettivo ancor più alla portata.

Intanto, l’esterno croato deve dare continuità al suo percorso di crescita già a partire da questa sera, quando, salvo clamorosi colpi di scena, sarà titolare contro l’Empoli, in occasione dell’anticipo della ventiseiesima giornata di campionato, competizione in cui non ha ancora gonfiato la rete.

Non che per Massimiliano Allegri la scarsa prolificità di Pjaca rappresenti un problema: il tecnico livornese può infatti contare sulla vena realizzativa inesauribile di Higuaín e Dybala (uno dei due stasera si accomoderà in panchina, salvo ripensamenti), entrambi al top della condizione atletica. Inoltre, il talento di Zagabria ha fatto registrare notevoli progressi sotto il profilo della tenuta difensiva, arretrando di diversi metri il proprio raggio d’azione in fase di non possesso e sacrificandosi per la squadra.Se riuscirà ad acquisire maggior cinismo e a capire in autonomia che, in determinate situazioni, una finezza di troppo può vanificare l’intero operato dei suoi compagni, sarà difficile toglierlo dal campo.

La genesi del campione, plasmato con pazienza e perizia da Allegri, sta ormai volgendo al termine: il futuro di Pjaca è ora.