Armando Diego Maradona, un grande campione.
Carattere estroverso, vita privata da grandi emozioni e spesso non condivisibile ma unico e irripetibile nel suo genere sportivo. Con Pele’ il più grande. Onore e vanto di un’intera nazione da sempre in sofferenza sociale: l’Argentina. Maradona, per il popolo argentino, era la rivalsa , un simbolo, un nome, un motivo di forte orgoglio. Per Napoli ha rappresentato l’unico simbolo di altrettanta rivalsa sociale e sportiva.
Buenos Aires lo piange e immagino quanta gente sarà presente, immagino quanto Napoli sarà terribilmente triste per la perdita del suo simbolo.
Io ebbi il grande onore di poterlo intervistare in due post gara di campionato al San Paolo di Napoli in occasione di un Napoli Juventus e durante un ritrovo estivo a Terni per un’iniziativa benefica..
Personaggio antipatico a chi non era della sua squadra ma solo perché i più forti e inarrivabili suscitano questa reazione. Io, benché mi abbia castigato con la mia Juve, non potevo che riconoscerne la sua immensa classe..
I campioni, quelli che da una galassia atterrano sulla terra e ci regalano cose inaudite, non posso che riconoscerne valori e gratitudine per le cose che mi hanno fatto vivere gesta irripetibili. Maradona era colui che da solo vinceva una partita, colui che faceva la differenza, colui che dopo averlo visto giocare potevi dire: “ho visto Maradona”. Da juventino e amante di questa disciplina ne riconosco, come ho sempre fatto, la sua grande immensità. Grazie di tutto Diego.
Dettagli sulla morte di Armando Diego Maradona.
Motivazione del decesso dell’ex campione argentino.
Arresto cardio-respiratorio.
Armando Diego Maradona, al momento del suo decesso, si trovava nella sua casa di San Andres, quartiere di Capital Federal Buenos Aires, la sua casa ove risiedeva. Era lì dopo l’operazione avvenuta nello scorso 3 novembre. Da poco aveva festeggiato 60 anni il 30 ottobre. Con un breve quanto triste e sgomento messaggio la federazione argentina ha comunicato: “Sarai per sempre nei nostri cuori”.