Giovanni Lodetti vecchia gloria del Milan. Una vita passata in rossonero quando dal 1960 al 63 iniziò il suo matrimonio con la società milanese fin dalle giovanili, poi da professionista dal 1961 al 1970 il sodalizio continuò con trofei e soddisfazioni.
Nato a Caselle Lurani forte centrocampista e lottatore instancabile con il Milan vinse lo scudetto (l’ottavo del Milan e il suo primo in carriera) ma ne seguirono altri. Le maggiori soddisfazioni arrivarono con le coppe campioni, una coppa intercontinentale, coppa Italia , coppa delle coppe e in nazionale ( con 17 presenze) si fregiò del titolo di campione d’Europa nel 1968. Nella sua carriera azzurra nel 1965 segnò due reti entrambe contro il Galles. Ferruccio Valcareggi lo convocò per i mondiali del 1970 in Messico ma l’infortunio a Pietro Anastasi gli impedì di partecipare all’avventura azzurra sostituito da Boninsegna e Prati e per un sovrannumero (23 giocatori) sfortunatamente fu rimandato a casa. Dopo la lunga avventura in rossonero Lodetti giocò nelle Sampdoria insieme al futuro allenatore della Juventus e della Nazionale campione del mondo Marcello Lippi.

Venerdì sera allo Stadium il suo Milan farà visita ai campioni d’Italia. Non si può certo parlare ancora di vendetta post Doha, dunque sarà una gara che offrirà lo spettacolo di sempre.

Non ci saranno vendette – precisa Lodetti – le due squadre si affronteranno a viso aperto senza motivi retrodatati. Sulla carta, inutile nasconderlo, la Juventus è più forte, i campioni d’Italia vogliono riconsegnarsi al campionato riprendendo a vincere dopo il pareggio di Udine. Le ambizioni della Juventus sono quelle di conquista per portare a termine questa stagione e dunque conquistare il suo sesto scudetto.

Dunque nessuna possibilità per il Milan

Nel calcio si sa tutto può accadere, se il Milan che non ha campioni che fanno la differenza giocasse con la coralità che in questo torneo ha dimostrato in alcune occasioni ( anche contro la Juve nella gara di andata) allora qualcosa potrebbe succedere. Questa l’unica arma del Milan.

Nella normalità quando qualcosa non va se la prendono con gli allenatori e sono loro i primi a pagare ma nel caso di Allegri si mette addirittura in discussione la sua permanenza alla Juve. Pensa che dopo tre anni possa considerarsi chiuso un ciclo?

Ma non scherziamo – dice Lodetti – Allegri è un bravissimo allenatore. Da quando allena la Juventus ha praticamente vinto moltissimo anche più di quanto si potesse preventivare. Credo che alla fine le parti si metteranno d’accordo e il toscano rimarrà alla Juve. Ancora c’è da vincere molto in bianconero, la panchina è difficile inutile negarlo ma Massimiliano alla fine continuerà la sua avventura e con la società troveranno sicuramente la voglia di proseguire questo matrimonio.