Se l’Inter sbarazza un Brescia ormai palesemente rassegnato alla Serie B, un 6-0 tennistico che vanta ben poche sfumature da narrare, giornalisticamente il mercoledì ha raccontato ben altri temi scottanti, particolari, tutti da evidenziare, trattare, discutere.

Solita buccia di banana per il Milan che fallisce l’allungo e come sempre, in questa stagione, stecca sul più bello. In questo caso solo 2-2 a Ferrara, contro una Spal che pensate, è poi quella che mastica più amaro. Per gli estensi ultime chance salvezza e, avanti 2-0, si fanno riprendere dai rossoneri che, soltanto nel finale, dimostrano grinta e attributi giusti grazie al ritorno del Re, quello di Zlatan Ibrahimovic. Spal addirittura (nemmeno troppo) avanti 2-0, grazie al doppio colpo firmato dall’ex Valoti e dall’intramontabile Sergio Floccari. Poi nella ripresa esce deludente Rebic, entra Leao assieme a zio Zlatan: la musica cambia, aumentano i giri del motore rossonero, ma il gol del momentaneo 2-1 arriva solo nel finale grazie a Leao. Al 94′ arriva il pari del Milan: autogol di Vicari. Un gol che cambia poco il destino di Pioli, un gol che cambia eccome i destini della Spal di Di Biagio, ormai all’ultima spiaggia. Mastica amaro il buon Gigi, ormai condannato alla retrocessione.

Fortunatamente per il Milan soltanto 1-1 tra Bologna e Cagliari (soliti Barrow e Simeone), il Parma cade 3-2 a Verona (super Pessina, certezza Di Carmine). Il Sassuolo ne fa 3 a Firenze spedendo in crisi Iachini (ancora in acque torbide): 3-1 al Franchi, si rivede Defrel con incisiva doppietta. Brusco passo indietro per i Viola: Iachini tecnicamente propone storicamente ben poco, le trame velenosissime e straordinarie di De Zerbi hanno letteralmente schiantato la Fiorentina.

Sorprende, fino ad un certo punto, l’esito dello scontro salvezza più scottante delle ultime gare: Lecce-Sampdoria, vinta 2-1 in trasferta dai blucerchiati. Colpaccio, solito, storico, per Claudio Ranieri: grinta, compattezza, esperienza, le armi giuste per colpire e affondare gli audaci salentini di Liverani, talvolta troppo offensivi. C’è da tesser le lodi della loro filosofia, un calcio offensivo, propositivo, ma certe volte, in Italia, specialmente a quelle latitudini, contano ben altre caratteristiche, ben altre armi. Quelle di Claudio, testaccino doc, Claudio Ranieri. Un Claudio che risponde alla cocente sconfitta interna col Bologna (piena di errori arbitrali), come solo squadre che hanno carattere sanno fare. E pesca il Jolly, il buon vecchio Gaston Ramirez, che in assenza di Quagliarella s’improvvisa finalmente leader tecnico e stavolta pure decisivo: doppietta e colpaccio salvezza. Claudio ha superato uno degli scogli più determinanti della sua stagione.