Troppe cose capisco prima degli eventi e poi si materializzano.
Sarò intelligente o meglio ancora intuitivo. Vedremo se così sarà.
Vlahovic non verrà alla Juve benché il suo desiderio (nemmeno troppo evidente a dir la verità) sia quello di rimanere in Italia e dunque ha scelto la Juve come alternativa alla viola.
Insomma, al di là di queste belle favolette, Vlahovic prenderà la strada inglese. Facilmente intuibile dove.
La presenza di Chiellini e Bonucci ancora sul podio con tutti i meriti sportivi e storici acquisiti in bianconero nonché la conquista di campioni d’Europa, li vede ancora leader di difesa e dunque spazio per altri non ce n’è.
Questo è palese.
La Juve è condizionata da stipendi alti per giocatori non di livello acquisiti a parametro zero. Questa escamotage o possibilità di arrivare a certi giocatori è un capestro dal quale una volta che ci entri e poi difficile uscirne. A farne ampio uso prima Marotta e a seguire Paratici. In buona sostanza se un giocatore a parametro zero si prende è perché o è scarso oppure ha problemi di continuità legati a tenuta fisica. In caso contrario nessun’altra società ti concederebbe questa possibilità se questo fosse un campione. Io non ci giro attorno più di tanto.
Alcuni giovani bravissimi tra l’altro (Fagioli, Ranocchia, Dragusin tra i tanti) sono stati posteggiati per mancanza di spazio appunto. Questo è un grave problema.
Per vendere un giocatore questi deve avere presenze, anche poche ma presenze, un tot stabilito al fine di arricchire il suo curriculum (vedi ingresso Rugani contro lo Zenit).
Tutto ciò comporta un limite di qualità per la squadra e pochi di questi alla fine si sono rivelati utili sovvertendo poi il loro destino di “occasioni da non perdere” ma pur sempre occasioni. In buona sostanza per vincere a certi livelli hai bisogno di qualità e la qualità la paghi.
Massimiliano Allegri si è trovato a ricostruire mente e dunque autostima, posizioni in campo da reinventare, programmazione da rielaborare. A tutto questo si aggiunge che alla Juve la vittoria non chiede molto tempo e dunque fare di necessità virtù con quello che si ha a disposizione. Impresa titanica o quasi ma qui emerge il valore dell’allenatore e mai quanto prima si potrà, solo alla fine del torneo, dire quanti effettivamente il trainer sia determinate.
Il calcio non è una scienza esatta, anzi, la scienza e il calcio sono due mondi opposti, ma la logica e l’esperienza di allenare e di avere quel pizzico di fortuna che non guasta mai, sono le cose essenziali per fare la differenza.
Rivalutiamo il tutto dunque, a ripartire dai nostri prodotti, ringiovanire la squadra e rischiare un po’ di più. Proviamo da queste cose basilari.
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