Vediamo da dove cominciare…ah…si!

Il mister e il suo record personale festeggiato in un campo a lui amico,quel campo e quella terra che lo lanciarono nel Gotha del calcio che conta. Adriano Galliani lo chiamò per portarlo al Milan dove in 4 anni conquistò uno scudetto e una super coppa italiana. Poi qualcosa si ruppe ma lui fece miracoli con un Milan più volte smantellato per ragioni economiche e non certo per sue responsabilità se non quell’unica  volta quando, tra lo sgomento generale, falli una conquista possibile con Ibra e Thiago Silva. Il goal di Muntari come unica attenuante. Poi l’esonero e il subentro di  Clarence Seedorf che prese il timone di comando ma che ben presto anche lui fu dilaniato dalle scibolate verbali di Berlusconi.

 

Fotoagenzia Bruno Peruzzini 19 Partita Campionato Italiano di Calcio Serie a 2016-2017 jUVENTUS-BOLOGNA Torino 08-01-2017.Nell Fotohiguain esulta dopo il gol

( Gonzalo Higuain )

100 gare alla guida della vecchia signora e numeri che brillano come medaglie sul petto del coraggioso generale. Difficile la posizione di Allegri, tremendamente imbarazzante per quanto complessa. Sostituire Antonio Conte beniamino della piazza e salvatore di una tigre dilaniata e ferita dal post calciopoli,dai due settimi posti di Delneri, da un mercato inappropriato, da una gestione appprossimativa.  La sconcertante delusione dell’abbandono, quello di Conte, tra lo stupore generale di una tifoseria innamorata e riconoscente.  Sarebbe stato arduo, assai arduo davvero peggio che scalare l’Everest per qualsiasi allenatore, una sedia che scottava troppo. Comprensibili ragioni per chiunque per tentennare e rifiutare. Dimostrazione di grande personalità già da quel 14 luglio quando il neo tecnico si assunse tutte le responsabilità del caso: un salto nel buio ma… da quel caldo pomeriggio di ore ne son passate tante come di giorni e di mesi e anni, quasi 4, e poi numeri da raccontare che sarebbero stati  difficilmente ipotizzabili ad inizio investitura: 238 punti conquistati, 4 più di Antonio Conte ma i confronti con lex tecnico salentino si sprecano e  lo score ciò nonostante recita una supremazia netta a  favore del livornese con i tre scudetti e solo uno, quello attuale, per entrare nella leggenda di tutti i tempi. Due coppe Italia e una finale di Champions League e una supercoppa senza contare quello che potrebbe ancora portare in bacheca. Troppi motivi quest’oggi per non essere contenti e il sorriso a denti pieni del tecnico toscano non si vedeva  da molte settimane complici alcuni episodi fatti di punti persi, inspiegabili black out, infortuni a raffica e  mancati saluti conditi da  pacche sulle spalle e “give me five“. A Cagliari lui ci contava eccome se ci contava, come ci teneva a Crotone e come si dannerà  a Torino nel posticipo di venerdi contro il Palermo. Un ruolino di marcia determinante a livello mentale più che fisico perchè prima della ripresa in Champions portare fieno in cascina è quanto mai di più appropriato. Ma Cagliari per Allegri aveva un sapore particolare, lì in quella piazza tanto amata dove Cellino lo volle a tutti i costi prelevandolo dal Sassuolo: un amore e un profondo rispetto mai dimenticati. Nelle due diapositive di un pomeriggio distensivo sta tutto in due immagini salienti.   Gonzalo Higuain festeggiare la doppietta e i suoi 18 goal superando tutti gli altri pretendenti al titolo e due righe da  libro cuore per  Dybala e Allegri quando, in occasione della sostituzione con Lemina, l’argentino uscendo dal campo questa volta si è diretto verso  il tecnico e a braccia protese si è avvinghiato al collo del tecnico visibilmente commosso.Il capo sulla spalla del trainer e un sorriso di bimbo pentito alla ricerca del perdono. Anche questo è calcio.