Capisco la delusione, il malumore generale che imperversa tra di noi, la difficile ed indigesta situazione che stiamo vivendo, la non abitudine a trovarci in posizioni a noi poco consoni, per storia e per immagine.
Tutto questo è duro a tal punto da dover affermare altri cataclismi in atto. Rispondo dicendo  che cose ben più gravi e sportivamente drammatiche si sono viste e non è questo il caso. Alla luce degli eventi che ci riguardano opterei per continuare a concentrarci sui traguardi che avremo in successione. Cominciamo dal Malmoe in Champions dove anche le cosiddette “cenerentole” di turno diventano squadre stratosferiche. Analizziamo passo passo e cerchiamo di riassettare una macchina che al posto della benzina si è rifornita di carburante non idoneo. Puliamo gli ugelli degli iniettori e mettiamo il giusto propellente per ripartire. E vabbè, abbiamo perso due partite su tre è un var troppo meticoloso ci ha negato una vittoria. E vabbè se il nostro portiere ha regalato quattro punti (Udinese e Napoli) agli avversari, vabbè se giochiamo solo la prima fase di gara per poi sciogliere al sole la nostra voglia di vittoria. Vabbè tutto ma il calcio è anche questo. Anni di vittorie logorano e allo stesso tempo viziano celando cedimenti e invecchiamenti, anagrafica che ti sbatte in faccia chi sei. Realtà fatte di brutte figure e di sconfitte che esistono come esistono le stesse affermazioni sportive.
Il fondo è toccato. Memoria rievoca i -11 ma erano altri partecipanti certo e guai sperare nei corsi e ricorsi storici. Non si vive di speranza. Questa è un’altra Juve certi ma i risultati altro non è che la risultante di qualche errore di valutazione.  Nulla è mai dovuto solo vivendo di quello che si è fatto. Ogni stagione è una nuova esperienza, ogni gara giocata è fatta di episodi. Il calcio non è matematica dove la radice quadrata di nove è sempre tre ma a volte è altro. Scienza non esatta, non è scienza il calcio ma solo chimica di gruppo, volontà, lavoro e circostanze nonché l’imponderabile sempre dietro l’angolo.
Si riparte martedì dunque, si riparte  da un Malmoe che ci sembra il Real imbattibile degli anni d’oro.  Si riparte martedì per sperare ma non per essere sicuri.  Per la sicurezza serve continuità, vincere chiama altre vincite ed è solo quello che manca, per ora.