Dalla conferenza stampa di Igor Tudor alla vigilia di Lazio Juventus del 26/10
YILDIZ IMPORTANTE PER QUESTA JUVE COME DEL PIERO LO ERA PER LA MIA
(di Massimiliano Fantasia).
Torna il campionato.Bianconeri di scena domenica nel posticipo delle 20.45 all’Olimpico di Roma contro la Lazio di Maurizio Sarri, ultimo allenatore tra l ‘ altro,ad aver vinto lo scudetto sulla panchina della Juventus …

 Tre punti che servono come l’ossigeno. I bianconeri scenderanno in campo  con l’ unico obiettivo di tornare alla vittoria che manca ormai da oltre un mese, 5 pareggi e 2 sconfitte tra campionato e Champions League nelle ultime 7 gare.E veniamo alla conferenza stampa di Igor Tudor,che nel primo pomeriggio come succede praticamente ad ogni vigilia,ha incontrato i giornalisti nella sala stampa dell’Allianz,per rispondere alle loro domande e presentare la partita ,ma vediamo in sintesi cosa ha dichiarato il tecnico apparso molto sereno…
Buon pomeriggio mister, innanzitutto come sta la squadra?                   «Motivata, vogliosa di fare una bella gara in questi due allenamenti e domani vogliamo fare una bella gara».
Volevo facesse chiarezza sul tema dei nuovi acquisti ,si sono fatti molti discorsi «Non ci sono problemi, niente di particolare. I giocatori ci sono, hanno la loro qualità, poi un allenatore valuta e sceglie. Loro danno tutto, poi c’è sempre un periodo di adattamento. Ma sono ragazzi che si impegnano e danno sempre il meglio».
Yildiz è un giocatore sempre più fondamentale per questa Juventus un po’ come lo era Del Piero per la sua.       «I paragoni sono delicati, sono calci diversi. Del Piero ha fatto la storia, Kenan è al suo primo anno che gioca da protagonista vero. Giocatore importantissimo, il più importante della rosa, gioca sempre dall’inizio tutte le partite. Non è facile, magari uno inizia più spensierato, più leggero, poi si rende conto nel suo percorso e le altre squadre si accorgono dei pericoli e fanno più attenzione. Giocando sempre spende più energie e il rendimento non è sempre uguale… È giusto che riposi anche, poi ha anche questo ginocchio… Ma son tutte cose normali, fan parte del percorso».
Come sta vivendo questo periodo?       «Io sto benissimo, penso  a me. Mi spiego, provo a trovare le cose migliori che ci sono. Sensazioni positive dopo Madrid anche se si è perso, la squadra c’è, c’è voglia di fare, di dare quello che c’è da dare, andare a provare a vincere, essere squadra. Domani è un bel banco di prova contro un avversario di livello».
Ha paura di essere esonerato ?             «Le tue domande mi vogliono bene… L’importanza di questa domanda è pari a 0 al momento. Le analisi si fanno dopo, quando si finisce. L’analisi si fa all’inizio e poi si entra nel mondo delle partite. Con sincerità, questa paura e questi pensieri da 0 a 10,non li ho affatto. Io me la godo, lucido, anche nella difficoltà, sapendo tutto quello che c’è attorno a me. Quando ti è chiaro tutto hai questa forza che in altri momenti non avresti. Provo a mettere sempre in bilico me stesso, come motivare meglio i miei giocatori, come trovare soluzioni. Io passo 24 ore al giorno così, il futuro tranne cosa succede domani ci penso 0,sono altre le priorità a cui devo pensare adesso».
Gli attaccanti hanno bisogno di continuità,non sarebbe meglio trovare l assetto e scegliere chi deve sentirsi titolare?                                                 «David ha giocato tre partite di fila, è vero anche che ci sono stati momenti dove ho deciso di lasciarlo fuori.Probabilmente sì, è come dici te ma è vero anche che c’è anche bisogno di giocare in tanti più offensivi, rinunciando magari alla solidità difensiva. Questa è una soluzione,a volte addirittura una costrizione, conseguenza dell andamento della partita,facendo giocare sia Kenan sia Conceicao insieme. Vedendo magari anche altri sistemi, bisogna essere lucidi di vedere se rinunciando a qualcosa la squadra possa avere benefici. L’equilibrio si può avere dietro ma anche davanti. Bisogna trovare questo balance, rinunciando magari a qualcosa per l’equilibrio offensivo ci stiamo lavorando».
Secondo lei essere leader in una squadra è semplicemente dovuto ad una questione generazionale?                    «Hai ragione. La personalità delle nuove generazioni è diversa. Quando trovi un giocatore, se ti porta personalità vera, è come avere oro in squadra. È raro come dicevo nelle nuove generazioni, va stimolata e accennata sempre. Non c’è un allenamento in cui non la sproni, anche oggi che abbiamo fatto organizzazione difensiva, sono andato là uno per uno perche ognuno è un leader che deve prendersi responsabilità. A volte si può migliorare, altre volte no, ma è questione di come sei nato. Domanda su personalità e generazioni è giustissima».
Alla Juve sente di avere maggiore controllo rispetto a Marsiglia?      «Bisogna semplicemente adattarsi alla squadra che si ha, un allenatore deve adattarsi,quando scegli di sedersi su una panchina come quella della Juventus sono cose che già sai ,io poi a Torino non sono nuovo ».
La critica che gli ha dato più fastidio «Non leggo, le critiche non so».
Tornando ai leader,chi pensa in futuro tra i ragazzi a disposizione potrà diventarlo? «Manuel per questo ruolo c’è sempre, Perin ha un grande senso di appartenenza ,Thuram in futuro ha questa personalità. Kenan è un leader per il modo di fare, per il comportamento, il modo di interpretare il suo ruolo. Anche Vlahovic col suo peso e la sua personalità, David può dire qualcosa che è uno giusto e fa le cose per bene. Ognuno deve tirare fuori questa cosa qua. Tutte le generazioni hanno sempre un pensiero a se stessi e sempre meno agli altri. Hanno meno empatia nel mondo e più egoismo, questo è un errorino».
Zhegrova??? Non lo vede funzionale alla sua Juve ,non è ancora pronto perché non gioca ? In una juve dove manca qualità oltretutto..                                    «Lui arriva da un anno in cui non ha fatto una partita, poi l’abbiamo buttato due/tre settimane, è andato in Nazionale, poi non ha giocato e dopo un allenamento pesante non ha giocato di nuovo. Questa problematica ce l’ha, quando inizia a tirare un po’ di più bisogna stare cauti. Ci può dare qualcosa, anche nell’ultima mezz’ora. Che inizi dal primo minuto e regga tutta la partita non so, in questo momento la vedo impossibile».
Orgogliosi anche se arrabbiati dopo Madrid.                                   «Probabilmente sì, ne abbiamo parlato oggi con la squadra. Bisogna andare e dare sempre qualcosa di più ognuno, avere la mentalità di non subire e poi attaccare per fare gol».
Cosa vuole vedere con la Lazio.   «Domani vogliamo fare qualcosa in più».
Cosa rende Kelly e Kalulu insostituibili? «Prestazione, come sempre. Uno se fa sempre bene, gioca sempre».