Sarri-Guardiola

Pubblichiamo qui di seguito la lunga intervista a Pep Guardiola commissionata dal Manchester City. Intervista del 19 maggio 2019, ripresa oggi.


GUARDIOLA THE BEST IS YET TO COME (IL BELLO DEVE ANCORA VENIRE)

https://www.mancity.com/citytv/interviews/2019/june/man-city-pep-guardiola-interview-fourmidables-2018-19-season-review

“There is no better place. In other places, fans boo you if you don’t win.
“Here they always support you. I am a blue shirt, I’m one of yours.”
Our exclusive interview with Pep!


L’Inghilterra ha il campionato più difficile, quando sei qui lo realizzi. C’è un calendario tostissimo, il clima è duro, difficile. Ti chiede tantissimo, serve sacrificio. Il Barcellona è il club del mio cuore, ma quello che abbiamo fatto qui è incredibile.


Il primo titolo col Barça è stato bello, l’ultima stagione è stata meravigliosa. In questa stagione però è stato difficilissimo, ci sono stati rivali durissimi come il Liverpool ma tutti hanno dato il massimo. Per vincere la Premier League, però, devi avere una costanza importante, incredibile.


Centonovantotto punti parlano per noi. Lavorare giorno dopo giorno ed essere costanti è la cosa più difficile e ci siamo riusciti.


Abbiamo iniziato la stagione con poco allenamento di gruppo ma abbiamo imparato che ci sono cose importante. Nel mio staff ci sono dei geni, assoluti. Abbiamo lavorato sui ragazzi, facendo cose impossibile, non potrei immaginare la mia carriera senza Lorenzo Buenaventura, per esempio.


Quando perdiamo dico le stesse cose di quando vinciamo, anzi. Quando vinco, analizzo ancor più nel profondo gli errori e le cose sbagliato. Quando perdo, cerco di capire le ragioni: a volte manca la concentrazione, il ritmo, a volte l’avversario è semplicemente migliore di te.


Vincent Kompany, da sano, è un giocatore importantissimo. Lo è stato, spesso no, ma questo club è a questo livello per persone come lui, perché ci sono persone e giocatore come Vincent che hanno aiutato il club a crescere. Lui, Silva, Aguero, Zabaleta. Ha aiutato il City a crescere e a farlo arrivare qui. Ci mancherà tanto, gli auguro il meglio.


Il calcio ti dà sempre altre opportunità. Nessun manager può controllare i dettagli, il caso. Le partite vengono decise per un millimetro, è imponderabile. Ho vinto la Champions e in semifinale ho vinto con un tiro in porta. Devi controllare l’avversario il più possibile ma il calcio è impronosticabile.


Non so se sia il modo migliore di giocare, ci sono milioni di modi di giocare e milioni di modi per vincere. Però devi crederci, noi abbiamo iniziato su una strada e continueremo su questa.


Begiristain è’ la persona più importante per la mia carriera, ha creduto in me quando non ero nessuno. Senza di lui non sarei qui. Gli sono grato, è un direttore sportivo pazzesco. Parliamo spesso, è una persona incredibile. Non sarebbe accaduto niente alla mia carriera senza di lui. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda, sempre.
Sono stanco, come sempre, ora ancora di più con questo finale di stagione ma fa parte del mio lavoro.


Non c’è un posto migliore del mondo per fare l’allenatore che l’Inghilterra. Lo paragono a Spagna e Germania, l’Italia sarebbe uguale. Non c’è un posto migliore a questo: i tifosi non ti fischiano se perdi. Io ho una maglia blue, sono uno di voi… Dopo la sconfitta di Monaco eravamo fuori in Champions ma i tifosi erano dalla nostra. E’ il posto perfetto per lavorare, soprattutto questo. L’ho sentito e scoperto nella prima stagione. Ora è facile starmi vicino, dirmi che sono stato bravo, ma lo hanno fatto nei momenti difficili, soprattutto nel primo anno. I tifosi e anche i messaggi della proprietà, di Ferran, di Txiki. Sono felice della fiducia che hanno in me, voglio ripagare la fiducia avuta in me e nei miei ragazzi nelle prossime due stagioni.