(Emanuele Tonini)
Dopo la sconfitta rovinosa rimediata sabato in terra scaligera per 2-1, la società di concerto con l’allenatore, ha optato per un ritiro fino a sabato, probabilmente per dare un segnale forte alla squadra. La nostra domanda è invece se questo ritiro possa avere realmente effetti benefici sui giocatori oppure come potrebbe sembrare di primo acchito, una punizione per l’orrenda prova offerta contro il Verona. In conferenza stampa dopo la partita, abbiamo sentito Allegri sottolineare il fatto di come ci si debba solo vergognare, dall’altro invece Dybala ribadisce che non si possono fare certe figure, aggiungendo ” siamo la Juve, non possiamo avere paura, serve rispetto e dobbiamo fare un bagno di umiltà “. Nel mezzo una società che ultimamente pare aver smarrito la diritta via, come affermava Dante nella Divina Commedia, e non sembra più essere quel modello di efficienza e programmazione che è stata finora, navigando quasi a vista e commettendo parecchi errori, tra tutti il continuo balletto degli allenatori, con 3 nomi diversi in tre anni. L’allenatore appunto poi, sembra essere diventato un problema non da poco, perché al netto delle dichiarazioni pre e post partite che a volte risultano banali, dovrebbe trovare il modo, sempre che beninteso ne sia capace, di invertire la tendenza negativa e rimettere per dirla in termini marinareschi, la nave in rotta di navigazione. Le ultime prestazioni, sono apparse a dir poco sconcertanti, e non si capisce bene come mai si regalino i primi tempi agli avversari, salvo poi cercare rimedio nel secondo frazione, a volte senza riuscirci. Quindi viene spontaneo domandarsi, se sia ancora il caso di continuare così con Allegri in panchina oppure dare un segnale forte, e per certi versi traumatico, e separarsi. Le parole pronunciate da Sarri due stagioni orsono, allorché fu esonerato nonostante la conquista dello scudetto ” io vengo esonerato, ma questa squadra è inallenanabile”, suonate come le parole di chi ingiustamente viene cacciato nonostante abbia vinto lo scudetto, oggi risuonano più che mai profetiche. C’è da chiedersi cosa ci sia di vero in tutto ciò, e soprattutto se ancora adesso esistano in squadra degli oppositori all’allenatore i quali remano apertamente contro di lui e il suo operato rendendo vana qualsiasi tattica, o preparazione scrupolosa di ogni partita. Ci auguriamo quindi per il bene della nostra amata Juventus, che questa situazione ai limiti del paradossale, si risolva nel più breve tempo possibile, e se questo ritiro serve a ritrovare l’unità e la coesione almeno fino a fine stagione con una tregua armata, ben venga perché come giustamente affermato da Agnelli ” la Juve è un corpo unico e viene prima di tutto”, quindi come sempre #FINOALLAFINEFORZAJUVENTUS.



