Allegri

(Di Renato Ghelli)

Buongiorno a tutti.
Oggi voglio fare una breve riflessione sul titolo di prima pagina del quotidiano sportivo di Torino, che permettetemi l’espressione a caratteri cubitali scrive la frase ad effetto “PACE PER FORZA”. Faccio un passo indietro e ritorno a parlare del tanto osannato ritorno alla Juventus di due stagioni fa or sono (questa sarà la terza delle quattro a contratto) del nostro mister Massimiliano Allegri. Pur dal mio piccolo punto di vista a lui non ho mai risparmiato né critiche né complimenti, a seconda delle prestazioni sul campo della squadra, ma ho comunque sempre sostenuto che il suo rapporto interpersonale con alcuni giocatori in particolare era fatto da atteggiamenti a volte troppo evidenti di critica su aspetti tecnici delle capacità dei giocatori in questione. Ora io non voglio spiegare a nessuno quali sono gli effetti psicologici per un giocatore appena arrivato in un ambiente nuovo (Vlahovic) da una squadra che giocava per lui e nella quale ha segnato una valanga di gol, che sistematicamente nei primi mesi si sente sotto osservazione continua messo sotto i riflettori per sottolineare la sua poca duttilità al gioco di squadra, quando per una stagione e mezza da quando è arrivato 3 palloni 3 consecutivi giocabili a lui non sono mai arrivati, sacrificato a fare sportellate con i difensori, a volte più di uno in marcatura tra la linea di centrocampo e la tre quarti avversaria. Per non parlare del secondo giocatore in foto (Chiesa) ampiamente criticato prima del suo infortunio a gran voce più volte per la poca disponibilità a mettersi a disposizione degli altri giocatori, di essere un giocatore più propenso ad attaccare gli spazi senza risparmiarsi, il modo da perdere lucidità sottoporta sia per un eventuale tiro sia per l’ultimo passaggio a un compagno, mentre la realtà sul campo era che una posizione vera e propria nel suo ruolo Chiesa non l’ha mai avuta né prima né dopo l’incidente, costretto a giocare per dettami tattici anche da terzino a volte e al di là del fatto che tutto questo potesse nuocere o meno nell’efficacia del gioco d’attacco della squadra immaginatevi come può sentirsi un ragazzo che ha vinto europeo con la nazionale maggiore a detta di tutti come uno dei migliori giocatori in campo nel giocare addirittura come terzino quando nella tua testa e nel tuo DNA c’è il fiuto del gol. Non vi dico nei salotti ai quali ho partecipato parlando di calcio in radio e in televisione quante volte sono stato punzecchiato per aver messo in evidenza questa situazione tra il mister e questi due giocatori in particolare definendolo come un braccio di ferro che si fa tra bambini. Veniamo al dunque: siamo tutti contenti per l’arrivo del direttore Cristiano Giuntoli il quale va a riempire la casella mancante (decisiva) ormai da troppo tempo era vacante dopo l’addio di Marotta, ma prima dell’arrivo di Giuntoli avvenuto venerdì 30 giugno le testate giornalistiche titolavano la necessità della Juventus di vendere uno dei suoi pezzi pregiati necessità dettata dal mancato introito per la qualificazione in Europa (tutto vero), ma è anche vero secondo il mio modesto parere che i due nomi circolati siano proprio dei due giovani in questione in copertina proprio per un evidente attrito con il mister a livello caratteriale di cui ho accennato nelle righe qui sopra. Ora con l’arrivo di Giuntoli ribadisco a caratteri cubitali esce il titolo PACE PER FORZA, dettato da due motivi il primo per l’evidente in inadeguatezza dei comportamenti tra i tre in questione perché alle parole del mister sono sicuramente seguite delle prestazioni poco lucide (professionalmente) dei giocatori e la seconda è di carattere business, perché i giocatori in questione con le prestazioni opache dell’ultima stagione hanno una quotazione molto bassa rispetto alla richiesta di mercato che vorrebbe la Juventus, non perdendo mai di vista che la situazione extracampo ha messo in una situazione di inferiorità rispetto alle trattative la nostra società. Il grande lavoro di Giuntoli sarà proprio quello di ricucire dei rapporti lasciati andare a se stessi per troppo tempo, per la mancanza di una figura fondamentale che è quella del direttore sportivo il quale per il bene della società cerca di tenere a freno gli atteggiamenti sbagliati di tutti. Buon lavoro al nostro direttore generale Cristiano Giuntoli..