Il segreto dei grandi campioni è anche quello di saper essere anche uomini umili. Che il Napoli abbia fatto la partita è innegabile: 70% di possesso palla per i partenopei– 17 tiri in porta sui soli 4 dei campioni d’Italia. Questa partita era di estrema importanza per entrambe le compagini impegnate perchè una sconfitta di una delle due avrebbe avvantaggiato solo la Roma. Per i giallorossi meno possibilità per la conquista dello scudetto avendo la Juve troppo lontana anche se la incontrerà a tre giornate dal termine, ma più chances reali nei confronti del Napoli che lo avrebbe distaccato aumentando ulteriormente il suo margine di sicurezza in chiave Champions League.

La bravura della Juve è quella che appartiene per natura alla sfera dei grandi campioni. L’umiltà di sapersi mettere a disposizione degli eventi e di saper decidere quando è il caso di abbassare il capo e chinarsi a lavori più umili lasciando per un attimo l’alta aristocrazia della prima della classe. La Juve dimostra di saper fare bene anche questo. Forse era fin troppo nell’aria che la squadra di Sarri avrebbe disputato la gara della vita o quasi per cercare di addrizzare una stagione che la vede tagliata fuori dalla lotta per il titolo ma non certo dalla seconda piazza. Allegri ha messo in campo la difesa a quattro e qualche problema si è evidenziato in occasione del pareggio di Marek Hamšík lasciato solo a triangolare comodamente in piena area avversaria. Se la Juve ha contenuto 70 minuti di un bel Napoli trovando difficoltà a rialzare il baricentro difensivo e uscire dalla cappa dell’asfissiante pressing avversario va  tuttavia detto che davanti non sono arrivati palloni giocabili e l’insufficienza specie di Lemina ha costretto Allegri a correre ai ripari sostituendolo nella ripresa. Il numero dei palloni giocati da Higuain si è misurato dalle bordate assordanti di fischi ogni volta che prendeva il pallone. Ne ricordiamo solo due molto forti misurati dall’ago impietoso dei decibel. L’ingresso di un Dybala acciaccato e prima ancora di Cuadrado sono serviti per dare più respiro alla squadra con forze fresche per cercare di pungere un avversario stremato ma mai domo. Insomma, una Juve operaia, diversa dal normale ma pronta al sacrificio cercando di portare a casa la partita. L’operazione per quanto esteticamente non sia piaciuta ne va apprezzato il risultato e come sostiene Allegri, le vittorie in campionato passano anche da queste gare.

Tra appena 3 giorni ci sarà la replica in coppa Italia e per il Napoli l’impresa sarà ancora più ardua. Per gli azzurri c’è un risultato pesante da ribaltare e come accadde con il Real la possibilità, almeno sulla carta, risulta tutt’altro che cosa semplice.  Alla luce di questo risultato Allegri gestirà diversamente l’approccio contro gli avversari. La finale di Roma va conquistata come primo obiettivo della stagione. Allegri è stato chiaro.