(Andrea Lybra)
LA ” VECCHIA SIGNORA” SI GUARDA ALLO SPECCHIO MA NON RIESCE PIU’ A
VEDERNE IL PROPRIO VOLTO.
Storia di una crisi in atto o di non saper metabolizzare ed accettare una necessaria
parentesi di ricostruzione e di rilancio economico societario?
La crisi c’è, è innegabile ed e’ generale. Un centrocampo fragile, una difesa non
opportunamente puntellata e incompleta, attaccanti poco serviti e dunque incapaci di
incidere nonostante un Chiesa decisamente nelle vesti di un futuro uomo leader in campo.
Ricordiamo tutti le parole sussurrate e senza veli del monumento Chiellini al nostro Mister,
«Non è squadra» e il grande Peppino De Filippo avrebbe aggiunto <<ho detto tutto>>.
Ovviamente uno strazio per tutti noi tifosi ma anche un buon motivo per fermarsi e meditare
profondamente sui significati di tale affermazione. Allegri è un uomo da spogliatoio e un
bravissimo manager di risorse umane, ma non possiamo non costatare che alcune precise
sue richieste sul mercato, in entrata e in uscita, siano state disattese dalla società e i motivi
sono noti a tutti, moralmente poi la “fuga” di Cristiano Ronaldo non ha di certo contributo a
rasserenare e rafforzare ne la psiche dei giocatori ne la posizione di una società che sta
programmando un rilancio imponente a livello economico.
Leggera e ballerina dietro, insicura, anche grazie ad uno Szczęsny in una chiara condizione
di poca serenità mentale seppur confortato e sorretto continuamente dal proprio Mister. La
difesa però è fragile ed il centrocampo non gli fa opportunamente da diga nei modi giusti, in
attacco preoccupa il fatto che non sia arrivato nemmeno un gol contro la piccola compagine
dell’Empoli, e apparte il goal di Morata, nemmeno ieri sera con un Napoli non incontenibile,
si è peccato di scarsa lucidità sotto porta fino poi a farsi rinchiudere nella propria area senza
poterne uscire piu’.
È però a centrocampo, come detto prima, che la Juve non è adeguata, infortuni e ritardo di
condizione sono solo una parte del problema, la verità è che il solo Manuel Locatelli non può
bastare per cambiare volto a un reparto progressivamente diventato l’anello debole. Ecco,
l’unione di tutti questi fattori, sta dando il via ad una paura insita in tutti, ovvero che la nostra
Juve non abbia superato la crisi della scorsa stagione, anzi…. un solo punto in tre partite
non sono il vero problema, ma il tremore alle gambe si! Allegri ha il difficilissimo compito di
far cessare quanto prima questa condizione psicologica pericolosa e debilitante, ma una
grossa mano la può sicuramente tendere l’affetto e la fiducia del nostro tifo poiché nulla
davvero è compromesso e con la partenza della Champions ormai a due giorni, la squadra
potrà trovare stimoli in abbondanza per tirarsi fuori da questa situazione e avvalersi di
energia positiva per il proseguo del campionato.
La rivoluzione è in atto ed e’ dura, ma va ricordato a tutti che alla Juve esiste da sempre un
solo imperativo, vincere è l’unica cosa che conta e continuerà ad esserlo per sempre.
Questa società ha dimostrato con i fatti di essere all’avanguardia e preparata ed e’
impensabile che resti a guardare il vuoto.. Questa è la più grande garanzia per tutto il popolo
juventino.



