Paulo Dybala e la sua doppietta contro il Barcellona rimarranno nella storia, insieme a tutto il suo periodo d’oro alla Juventus, ma pensando ai suoi esordi, avvenuti nel 2012, quando a soli 18 anni sbarcò a Palermo per circa 12 milioni di euro.
Ma a cullare dolcemente il piccolo e non poco inesperto Paulo ci fu proprio Giuseppe Sannino, all’epoca allenatore del Palermo, il quale si è confidato ai microfoni di TuttoSport: “Quando è arrivato ha fatto subito vedere di che pasta fosse, dal punto di vista tecnico era già un alieno ma ha avuto bisogno di tempo per reggere l’impatto dal punto di vista fisico e soprattutto tattico. Ma la sua forza è sempre stata dentro di sé, è arrivato in Italia da ragazzo sano e pulito, intelligente e determinato. Ha avuto la pazienza di saper aspettare e crescere con calma, ed ora è sempre quel ragazzo sano e pulito arrivato a Palermo nel 2012, ma diventato grande a tal punto da non aver nulla da invidiare a nessuno a livello mondiale”.
Ma è la chiusura dell’intervista a Sannino che fa capire quanto sia amata “la Joya” argentina: “Ci sentiamo spesso, ma mi deve ancora dare una sua maglietta, anche da allenamento. Una qualunque: così che i miei nipotini possano dire di avere la maglia del giocatore più forte del mondo…”.




