di Simone Dell’Uomo
Ennesimo banco di prova fondamentale superato dalla Lazio, che scaccia fantasmi, tradizione negativa, e con grinta e attributi, stremata, vince a Genova. Sbanca Marassi, batte il Grifone, un 3-2 fondamentale e bottino pieno nello snodo cruciale della stagione, dopo la vittoria con l’Inter. Lazio che resta saldamente ad un punto dalla vecchia signora, che adesso sì, sente veramente il fiato sul collo. Gruppo vero, splendido, compatto, un gruppo che ormai s’è capito: lotterà fino alla fine per coronare quel sogno che dalle parti di Formello sussurrano e chiamano Scudetto. Onore e merito al Grifone, squadra tornata squadra dall’avvento di Nicola, supportata e applaudita fino alla fine da un grande pubblico.
LA GARA Ciò che sorprende di questa Lazio è quanto e come Inzaghi gestisce tutta la sua rosa, con una panchina attiva, che partecipa, segno tangibile di gruppo compatto. Sblocca Marusic, altra alternativa che sta facendo il suo. Muove bene e sfonda bene Caicedo, il raddoppio arriva nella ripresa con Immobile. Poi missile di Cassata e vecchi fantasmi che riaffiorano, prima del gioiello su punizione di un altro elemento che mostra bontà e partecipazione della rosa e di chi gioca di meno, Danilo Cataldi. Nel finale accorcia Criscito, Marassi s’infuoca, brividi e mischie, ma triplice fischio. Squadre stremate, applausi della gradinata Nord, ovazione del popolo biancoceleste. Grande partita, grande spot per il campionato in una domenica triste, visti i tanti rinvii settentrionali dovuti al Coronavirus.



