Dopo qualche settimana di assenza, torna J-Interview e lo fa con Roberto Tricella, bianconero dal 1987 al 1990.

IDENTIKIT – Nato a Cernusco sul Naviglio, nel milanese, il 18 marzo 1959 conta 114 presenze totali e 2 centri realizzati tutti in campionato. Sempre presente in ogni manifestazione, è stato uno dei più presenti: 10327′ i minuti macinati in tutte le competizioni di cui ben 7197′ in campionato, con lui in campo la Juve ha vinto 56 volte.

PRESENZE/GOL CAMPIONATO COPPA ITALIA EUROPA
114/2 80/2 21/0 13/0

SCIREA –Ho iniziato la mia carriera all’Inter, ho fatto qualche partita in prima squadra con loro e non c’era possibilità di trovar spazio da titolare perché c’era Bini. Posso dire di esser diventato professionista a Verona e la Juve mi ha valutato in quell’arco dei cinque anni trascorsi in Serie A“. Roberto Tricella, in esclusiva ai nostri microfoni, ci racconta come è arrivato alla Juventus e in particolare racconta il rapporto con Gaetano Scirea: “Tutti si ricordano che abbiamo vinto il campionato nel 1985 col Verona, ma pur vendendo i giocatori importanti si presentava sempre ad alti livelli. Per me è stato importante potermi mettere in luce perché mi ha permesso di andare a giocare in altri club, in questo caso la Juventus. Andare a sostituire un giocatore della levatura di Scirea era un onore – ha confessato – e ho avuto la fortuna di poterci giocare insieme un anno prima che diventasse l’allenatore in seconda. Era un giocatore straordinario, rendeva semplici le cose più difficili. Era impressionante. Purtroppo ho condiviso con lui solo due anni della mia vita“.

ECCELLENZA– Non era la Juve di adesso. Quella tra il 1987 e il 1990 era una squadra in assestamento, capace solo di vincere una Coppa Italia e ben lontana dai fasti attuali: “I bianconeri sono tornati a vincere dopo quattro o cinque anni dal mio addio, le squadre più forti erano Napoli e Milan. Nella partita secca ce la potevamo giocare con tutti, ricordo l’eliminazione dei rossoneri in coppa nel doppio confronto. Compagno più forte? Per qualità tecniche, quello più forte con cui ho giocato è stato Laudrup e, quando arrivò dall’Inter, fu “Spillo” Altobelli. Un giocatore straordinario

BARCELLONA – A loro lascio il 10% di possibilità di passare il turno“. Spontaneo e speranzoso, Tricella analizza con noi quante possibilità ha l’attuale Juventus di proseguire il suo cammino europeo: “I catalani devono pagare un pegno per il briciolo di fortuna avuta con il Psg – ha dichiarato -. E’ una squadra molto solida, la Juve dovrà avere la fortuna di presentarsi con tutti in forma sperando che Dybala sia apposto“. La sua speranza è anche la nostra, sperando davvero che la Juventus possa eliminare i più forti avversari.

Mirko Di Natale 

Twitter: @_Morik92_

 Fonti dati: Juworld.net, Fonte foto: Passionedelcalcio.com