Dopo la magistrale prestazione di martedì sera contro il Barcellona, il rinnovo con la Juventus fino al 2022. E’ la settimana della Joya bianconera. La doppietta ai blaugrana ha fatto aumentare ancor di più il valore del n. 21 bianconero che, nella serata più importante, ha risposto presente. Del resto, bastava notare la concentrazione insita nello sguardo del giovane argentino, per immaginarne la prestazione. Due goal di rara bellezza e difficoltà e una performance completa, fatta di tecnica, grinta, corsa, generosità, astuzia. Una serata da campione vero.

Si sono sprecati i paragoni con Messi, a mio giudizio fuori luogo. Non solo perché Messi è un unicum quasi impossibile da replicare, sia per le sue caratteristiche tecniche e fisiche che per palmares, ma perché ogni confronto non ha senso in questo momento. Dybala, come ama ripetere lui stesso, è Dybala, punto. Messi è sicuramente uno dei (se non il) giocatori più forti della storia del calcio, ha ripetutamente vinto tutto quello che c’era da vincere con il proprio club, nonché ben cinque palloni d’oro; ha deciso finali di Champions League ed innumerevoli partite come quella di martedì sera allo Juventus Stadium. Ha, inoltre, già speso una buona parte, probabilmente la migliore, della sua carriera.

Dybala è entrato nel calcio dei grandi solo la stagione scorsa. Ha sicuramente avuto una crescita rapida ed esponenziale, ma il suo percorso di maturazione non è ancora terminato. Ha le sue peculiarità, un bagaglio già di notevole livello: il sinistro “cattivo”, a volte pettine altre rasoio, il dribbling, la visione di gioco, la rapidità, la generosità, la grinta, la freddezza, ma soprattutto l’ambizione. Sa di aver appena cominciato, sa di potere migliorare ancora, sa che partite come quella di martedì sera devono diventare per lui la norma, sa di poter incidere e decidere. Ha voglia di stupire il mondo, ha voglia di vincere. Ha voglia di essere identificato e ricordato come “Dybala”. Per questo dico che Dybala ha appena iniziato.

Avv. Domenico Quarracino