Fin dal sorteggio di Nyon, quando Juventus-Barcellona restava l’ultima combinazione possibile, la sfida è stata letta come il confronto tra il miglior attacco e la difesa più forte d’Europa. Ha vinto la difesa. Molti critici del giorno dopo urlano al “catenaccio” all’italiana, accusando Allegri e la Juventus di troppo difensivismo. Ma la Juventus non è catenaccio, bensì equilibrio. L’equilibrio di una fase difensiva complessa e ben studiata, operata dall’intero undici bianconero, Higuain compreso. D’altronde dopo lo strepitoso 3-0 dello Juventus Stadium nella gara d’andata, non avrebbe avuto senso impostare diversamente la partita, e non dimentichiamo che la Juventus ha anche avuto ottime occasioni da gol, sfruttate non al meglio ma certamente pericolose.
Celebriamo allora non solo Bonucci e Chiellini (e Barzagli, entrato in corsa sia all’andata che al ritorno), autori di due gare esemplari. Non solo Buffon, imbattuto in Champions grazie allo 0-0 del Camp Nou da ben 531 minuti, vero e proprio record. L’intera rosa bianconera è capace di alternare alla fase di possesso e costruzione quella di difesa e di attesa. Un vero e proprio capolavoro di “allegriana” fattura. Pensate a Dani Alves ed Alex Sandro, provenienti da campionati iberici, entrambi brasiliani e amanti del dribbling, della fase offensiva. Approdavano alla Juve soltanto pochi mesi fa, quando a loro una fase difensiva così attenta e tatticamente preparata era certamente sconosciuta. Pensate poi a Mario Mandzukic, che del gol ne faceva un mestiere, oggi “ridotto” a fare quasi il terzino. E che dire di Cuadrado, un tempo ala offensiva tatticamente anarchica? Sale e scende sulla fascia destra, recupera palloni, chiude le linee di passaggio, ed è sempre pronto a proporsi in fase offensiva. Non possiamo ovviamente non sottolineare il lavoro che Pjanic e Khedira svolgono in mezzo al campo. Entrambi perfetti a livello tattico, non lasciano spazio alle linee di passaggio, recuperano innumerevoli palloni, fraseggiano in mezzo al campo con classe e rapidità, permettendo ai bianconeri disimpegni difensivi mai banali, spesso tramutandoli in azioni offensive. Una muraglia invalicabile insomma, questa Juventus, capace di restare a reti inviolate nel doppio confronto contro Messi, Neymar e Suarez. Con questa solidità difensiva, il sogno Champions si è fatto possibile, indipendentemente dalla prossima avversaria delle Semifinali.
Marco Ludovico.




