di Simone Dell’Uomo
La Juve ringrazia Vlahovic, gioiello Viola, e riacchiappa l’Inter. Questo il verdetto della domenica sera di campionato, Inter riacciuffata in extremis dal gioiello viola e Fiorentina-Inter che termina 1-1. Non basta l’ex Borja Valero: annullato il raddoppio di Lukaku, niente raddoppio e nel finale grande beffa. In un modo o nell’altro la Fiorentina finisce per fare un favore alla Juve e Conte mastica amarissimo. Uno stop che fa male alla formazione nerazzurra: era importante ripartire alla grande dopo le delusioni europee.
ROMA SERISSIMA Stasera Cagliari-Lazio, scontro diretto ormai Champions, ma nel frattempo si fa largo una solida Roma, per cui vanno tessute lodi importanti, perchè nonostante soltanto al primo anno di progetto legato ai nomi di Fonseca e Petrachi, questa squadra non si scompone e mostra pazienza, nervi saldi, attributi, tutte doti da grande squadra. Ieri va sotto con la Spal, segna Petagna dal dischetto, poi la grande rimonta che porta la firma di Pellegrini, Perotti e Mhkitaryan.
SORPRESA In scia niente Atalanta, che dopo la sbornia ucraina lascia 3 punti sul campo. Quello del Dall’Ara per l’esattezza, dove il Bologna torna a mostrare grinta e attributi pregni di Sinisa: 2-1 rossoblu, a segno l’eterno Palacio assieme al buon mestierante Andrea Poli.
SOLITA AMAREZZA ROSSONERA Pirotecnico 3-3 nel lunch match tra Verona e Torino, coi granata addirittura avanti di 3 gol e clamorosamente rimontati in zona cesarini: Mazzarri alla gogna. Solo 0-0 anche per il Milan, che non spicca il volo e resta nei mesti di meandri di metà classifica: inesperienza e tante palle gol gettate alle ortiche, Sassuolo che strappa il punto al Meazza. Maledizione San Siro per i rossoneri, sono 2 punti lasciati sul campo che fanno malissimo non solo perchè non onorano la festa dei 120 anni di storia del club, ma soprattutto perchè non regalano continuità alle fertili trasferte emiliane di Parma e Bologna.
LE GARE DEL SABATO
GABBIA D’ORO, LANTERNA BLUCERCHIATA Un derby teso, contratto, fondamentale, ma tremendamente britannico. Non fallisce mai il derby della Lanterna, il derby di Genova, il fascino del derby di una delle 4 repubbliche marinare. Spettacolo sugli spalti, ma alla fine prosegue inesorabilmente la maledizione dell’audace grifone: vince la Samp, vince Ranieri, vincono sempre i blucerchiati. Stavolta decide Gabbiadini, ad una manciata di minuti dalla fine, al tramonto di un primo tempo decisamente più combattuto di una prima frazione che ha visto soltanto lo sterile palleggio di Motta affrontare senza successo la storica, navigata e abbottonata fase difensiva di Claudio Ranieri. La Samp ottiene un successo fondamentale perché, nonostante la cura Ranieri, proveniva da 3 sconfitte Quagliarella. Perso un balbettante Quagliarella per infortunio, il buon Manolo entra e segna, raccogliendo un suggerimento del consueto intraprendente Linetty abile a sfruttare l’ingenuità di Ghiglione. 3 punti chiave, ruggisce la Gradinata Sud: arriva come sempre nel derby la vittoria della svolta della stagione blucerchiata.
NON BASTA GATTUSO Doccia gelata per il Napoli, amarissimo l’esordio di Gennaro Gattuso. I partenopei perdono ancora, in casa, al San Paolo, per due reti ad uno, contro un Parma tosto, gagliardo ed estremamente cinico. La sblocca il solito Kulusevski, pareggia Milik. In extremis è Gervinho a mandare i ducali in paradiso. Gli azzurri, obiettivamente, mostrano ancora lacune e limiti evidenti. Nel 4-3-3 impostato dall’ex allenatore del Milan, fatica Allan – schierato regista – che non riesce ad imporsi in cabina di regia, mentre Fabian Ruiz ed insigne non trasmettono il cambio passo, utile per cambiare le cose. Avrà da lavorare molto il nuovo allenatore, quanto meno per puntare alle zone europee – occupatissime e ambitissime -. Un plauso particolare va fatto nuovamente a D’Aversa e all’atteggiamento del Parma.
RESURREZIONE CORINI Nell’altro match del pomeriggio di sabato il Brescia cala il tris con il Lecce: vittoria essenziale al Rigamonti, che permette alle Rondinelle di rilanciarsi in ottica salvezza. I padroni di casa mostrano sicuramente energia e decisione, mentre i pugliesi evidenziano dei limiti difensivi da migliorare a tutti i costi.


