Era il 28 aprile 2012: ufficiosamente Maurizio Zamparini annuncia l’acquisto del cartellino di Paulo Dybala dall‘Instituto di Cordoba. Ad accoglierlo una squadra che avrebbe vissuto una stagione tormentata, condita da quattro cambi di allenatore. Non il massimo per un ragazzo di belle speranze e grande talento, ma che da subito si è saputo dimostrare forte mentalmente almeno quanto lo era già con i piedi. A confermarlo è proprio il suo primo allenatore in Italia, Giuseppe Sannino, che racconta così i suoi primi passi nel calcio italiano: «Quando è arrivato ha fatto subito vedere di che pasta fosse, dal punto di vista tecnico era già un alieno ma ha avuto bisogno di tempo per reggere l’impatto dal punto di vista fisico e soprattutto tattico. Ma la sua forza è sempre stata dentro di sé, è arrivato in Italia da ragazzo sano e pulito, intelligente e determinato. Ha avuto la pazienza di saper aspettare e crescere con calma, ed ora è sempre quel ragazzo sano e pulito arrivato a Palermo nel 2012, ma diventato grande a tal punto da non aver nulla da invidiare a nessuno a livello mondiale»