21 giorni dopo, un’altra festa per Torino, quella di San Giovanni, Santo patrono della città. Così come 21 giorni fa, anche se per un evento diverso, si prevede una fiumana di persone pronte a invadere le piazze torinesi per godere di un sabato sera di festa. Ma sarà davvero così? Dopo il grande terrore del 3 Giugno in occasione della finale di Champions, infatti, molti presenti non si sono ancora ripresi e, forse, non riusciranno mai a farlo del tutto. Tra questi c’è Alessandro Bovero, l’uomo travolto dalla folla accanto a Erika, la giovane vittima dell’orrore di Piazza San Carlo, che racconta la sua terribile esperienza: “Ho visto quella folla, che sembrava un esercito di militari, venire contro di me. Mi sono ritrovato per terra. Ho notato quella ragazza, a fianco, andare a sbattere contro un portone. Come hanno preso lei da dietro, potevano prendere me. Ma io mi ero già per terra. Mi sono salvato per pochi secondi. Una cosa così non l’ho mai vista in vita mia”. Ma l’incubo per Alessandro non è ancora finito, al contrario si ripete tutte le notti: “Ho gli incubi, il mio compagno mi dice che urlo a volte come un pazzo. L’altro giorno me l’ha detto, è perché mi è venuta in mente quella immagine”. Oggi Alessandro Bovero, 47 anni, è in cura da uno psichiatra con la speranza di poter ritrovare un giorno la serenità persa in quella terribile notte, che avrebbe dovuto tingersi di bianconero, regalando emozioni indelebili e che invece lascia solo nei cuori dei tifosi un terribile e doloroso ricordo, pronto a risvegliarsi in ogni momento, soprattutto quando si vorrebbe avere ancora la forza per buttarsi in mezzo alla folla per gioire e festeggiare ogni evento, da quello calcistico a quello di una festa patronale. Ma a Torino, probabilmente ancora per molto tempo, non sarà così, perchè, è vero, la vita va avanti ma quella di chi invece il terrore l’ha sentito scorrere nelle proprie vene, invece, si ferma, assumendo tutto un altro significato.

Sono passati venti giorni ma noi non dimentichiamo.

Desirèe Capozio.