Stati Uniti e Germania, tanto per citarne due, sono tra gli stati maggiormente evoluti per quel che riguarda la diffusione, o forse è proprio di -accettazione- che dovremmo parlare, del calcio femminile. Ma l’Italia, sebbene sempre anni luce indietro, quest’estate ha riservato una sorpresa importante, che tanto sta facendo parlare i media nelle ultime ore: l’iscrizione della Juventus nel campionato di Serie A. Una scelta spinta in particolare da due ragioni: la prima è indubbiamente relativa all’immagine che il club vuole dare di sè, che, soprattutto negli ultimi anni, va sempre più uniformandosi con quella delle grandi società europee come il Bayern Monaco e il Barcellona, che in questo senso sono molto avanti, vantando una rosa di calciofile praticanti veramente competitiva. La seconda, invece, è meno di carattere economico e più di carattere umano, se vogliamo, perché la Juventus, si è resa conto della forte spinta che arriva dal basso, di queste bambine, ragazzine e donne, che amano il calcio e sognano di praticarlo con la maglia della propria squadra addosso, esattamente come da sempre accade per gli uomini.
Un nuovo obiettivo, insomma, per il club bianconero che adesso punta in alto anche con la formazione femminile, che sarà allenata dalla quarantaseienne Rita Guarino, una delle principali figure del calcio-rosa, che certamente darà un contributo importante per questa nuova avventura delle bianconere.
Desirèe Capozio.


