Ritorna a casa, tre anni, 146 partite, 91 reti e 26 assist, record di 36 gol in serie A, meglio di Nordahl nella stagione 1949/1950, meglio di chiunque altro.
Torna a casa ma con una maglia diversa, la maglia bianconera, la maglia dei rivali eterni.
Quel 29 luglio la notizia che gela per un momento il clima bollente di Napoli, la Juventus versa 94 milioni per la clausola e De Laurentis che quasi stenta a crederci.
Sentimenti d’amore che si trasformano in odio, prima osannato, ora disprezzato da un’intera città.
Higuain però ha sempre portato rispetto, mai una parola contro i suoi ex tifosi, ma quando si è trovato di fronte il Napoli allo Juventus Stadium, prima il 29 ottobre del 2016 in campionato e poi il 28 febbraio in Coppa Italia, non si è risparmiato ed è andato a segno in entrambe le occasioni.
Prima della partita di ottobre l’abbraccio a Sarri, un abbraccio sincero, poi il gol, senza esultanza e l’abbraccio ai suoi nuovi compagni di squadra. Lo hanno chiamato in tanti modi, “Giudain” “Traditore” “Core n’grato” ma in realtà Gonzalo Higuain si è sempre comportato da professionista e i fischi che riceverà domani sera, quelli sono ingrati.


