Cose che possono capitare certo ma perseverare non è nel DNA della Juve.

Poche parole perché girare attorno ai soliti concetti poco serve e diventa assai stucchevole riproporre i soliti problemi.
Mi limito solo a ribadire un antico concetto: le partite vanno chiuse quando acquisisci il vantaggio, premere ancora sull’acceleratore e non far ragionare l’avversario. Sapevo che sarebbe stata una gara difficile e non mi sono sbagliato perché alcune avvisaglie già si erano viste contro il Sassuolo e non solo. Chiudere le partite dicevo: problema atavico dai tempi contiani.
Per fortuna l’Inter ha pareggiato e sono solo due i punti di vantaggio ma l’amarezza rimane per come ci si possa far mettere sotto senza reazione. La Lazio ha meritato, c’è poco da dire seppur  per  nostri errori, i biancocelesti hanno fatto la Juve e la Juve non ha fatto quella di coppa visto che quella di campionato e ben diversa. La Juve  ha fatto quella di campionato infatti. Bernardeschi imbarazzante con a suo favore una sola scorribanda sulla linea del corner quando ha messo in mezzo all’area avversaria una palla per Ronaldo. Bentancour migliore in campo, e non solo ieri, poi lascia il campo e si spegne la luce. La luce non si è accesa per Dybala che sbaglia anche un goal che sembrava fatto. Cristiano Ronaldo segna ma per il resto della gara e mercé dei raddoppi di marcatura laziali come anche Pjanic che non ha potuto fare il Pjanic. La difesa a tratti impreparata e a tratti lenta nelle ripartenze. La discesa della Juve appariva ancora più evidente quando la Lazio, usufruendo anche di qualche svarione bianconero, portava a tre le reti dopo un rigore parato in due tempi dal portiere polacco su Immobile.
Il resto è noia e tuttavia altresì lecita una preoccupazione per le condizioni di Bentancour con Douglas Costa,Ramsey e Khedira fuori dai giochi. Anche Pjanic è fuori dai giochi ma con l’Udinese non ci sarà per squalifica.
La sconfitta fa riflettere non tanto per la situazione di classifica dove con il campionato esistono tempi sufficientemente lunghi per recuperare il perduto, ma  per un centrocampo ormai contato e in difficoltà di gioco. Poco lucido per la precisione.
Sarri è in difficoltà ma i suoi tempi e i suoi dettami sono quanto mai lunghi.
La chimica che aveva lasciato in eredità Allegri ( da qualcuno fortemente rimpianto) sembra essersi sciolta come neve al sole. Questo mio concetto appena espresso non è che  riportare il malcontento di molti che rimpiangono il toscano.
Non è costume della Juve ma dire due parole sull’arbitro che ha deciso di fare la prima donna e rubare il palco a tutti?
Ora Udinese in casa e Inter a Firenze ma pensare a se stessi in questi casi appare la cosa più logica.
Avanti ora a piagnistei, vedovelle inconsolabili e fenomeni da tastiera. Il mondo della critica ha aperto i battenti. #signoramiacalcionews #marcovenditti #occhiditigre

.

Poche parole perché girare attorno ai soliti concetti poco serve e diventa assai stucchevole riproporre i soliti problemi.
Mi limito solo a dire che la partite vanno chiuse quando acquisisci il vantaggio, premere ancora sull’acceleratore e non far ragionare l’avversario. Sapevo che sarebbe stata una gara difficile e non mi sono sbagliato perché alcune avvisaglie già si erano viste contro il Sassuolo e non solo. Chiudere le partite dicevo: problema atavico dai tempi contiani.
Per fortuna l’Inter ha pareggiato e sono solo due i punti di vantaggio ma l’amarezza rimane per come ci si possa, giustamente tra l’altro, farsi mettere sotto. La Lazio ha meritato, c’è poco da dire, i biancocelesti hanno fatto la Juve e la Juve non ha fatto quella di coppa visto che quella di campionato e ben diversa. La Juve ha fatto quella di campionato infatti. Bernardeschi imbarazzante con a suo favore una sola scorribanda sulla linea del corner quando ha messo in mezzo all’area avversaria una palla per Ronaldo. Bentancour migliore in campo, e non solo ieri, lascia il campo e si spegne la luce. La luce non si è accesa per Dybala che sbaglia anche un goal già fatto. Cristiano Ronaldo segna ma per il resto della gara e mercé dei raddoppi di marcatura laziali come anche Pjanic che non ha potuto fare il Pjanic. La difesa a tratti impreparata e a tratti lenta nelle ripartenze. La discesa della Juve appariva ancora più evidente quando la Lazio, usufruendo anche di qualche svarione bianconero, portava a tre le reti dopo un rigore parato in due tempi dal portiere polacco su Immobile.
Il resto è noia e tuttavia altresì lecita una preoccupazione per le condizioni di Bentancour con Douglas Costa,Ramsey e Khedira fuori dai giochi. Anche Pjanic è fuori dai giochi ma con l’Udinese non ci sarà per squalifica.
La sconfitta fa riflettere non tanto per la classifica che ha tempi sufficientemente lunghi per recuperare il perduto ma più che altro per un centrocampo ormai contato e in difficoltà di gioco. Poco lucido.
Sarri è in difficoltà anche lui ma i suoi tempi sono quanto mai lunghi se qualcosa dovrà accadere di diverso e di convincente.
La chimica che aveva lasciato Allegri ( da qualcuno rimpianto) sembra essersi sciolta come neve al sole e se prima lo spettacolo latitava i risultati però non mancavano di certo. Questo mio concetto non è che un riportare il malcontento di molti che rimpiangono il toscano.
Non è costume della Juve ma dire due parole sull’arbitro che ha deciso di fare la prima donna è lecito?
Ora Udinese in casa e Inter a Firenze ma pensare a se stessi in questi casi appare la cosa più logica.
Avanti ora a piagnistei, vedovelle inconsolabili e fenomeni da tastiera. Il mondo della critica ha aperto i battenti.