Inutile nascondersi dietro ad un dito, forse un attimo di sana riflessione andrebbe pur fatta perchè seppur pareggiare una gara rientra nella sfera delle possibilità che il calcio mette in preventivo è altrettanto vero che in questa stagione la Juventus è recidiva creandosi un suo limite nel non saper gestire il vantaggio acquisito facendosi rimontare inspiegabilmente. Bisogna forse riaccendere l’inerruttore delle motivazioni.
A Bergamo una pareggio che ancora lascia l’amaro in bocca coronato da un rigore sbagliato. Poi Lazio e ieri sera il Tottenham con il penalty che recita la parte del protagonista principale. Delusione mista a rabbia perchè dopo 20 minuti di un buon calcio dove sembrava che la squadra bianconera dovesse spaccare una montagna arrivava la flessione che ha permesso agli spurs di pareggiare le sorti di un incontro che sembrava ormai deciso e che avrebbe potuto aumentare se il penalty di Higuain non si fosse stampato sulla traversa tra le imprecazioni del tecnico livornese e del pubblico allibito. Buffon poi ci ha messo la faccia e le manone respingendo un quasi goal del talento Harry Kane a due metri.
Al 2’ e 9’ minuto Higuain, poi al 26’ pt Kane e raddoppio al 27’ della ripresa di Eriksen. Un tabellino che suona come disfatta o quasi perchè a Wembley sarà una Waterloo o una festa, perchè questo risultato davvero non ci voleva. Il 7 marzo per la Juve sarà una vera impresa uscire indenne dallo stadio del Tottenham senza subire goal e possibilmente segnarne uno per così continuare il percorso in Champions League. basterebbe il risultato minimo consentito evitando goal appunto. Un pareggio che non sia il 2 a 2 ma in quel caso significherebbe andare ai supplementari: ipotesi questa per nulla congeniale ad Allegri. Un 3 a 3 darebbe modo di uscire indenni ma quest’ultimo caso rappresenterebbe un risultato riservato ai soli sani di cuore. La Juventus in questa gara di andata poteva chiudere i giochi con un rigore se realizzato ma è pur vero che il suo stato fisico o a questo punto è anche lecito supporlo, quello mentale, è forse venuto a mancare proprio nel mezzo della parte più delicata della gara dove per gli uomini di Pochettino si è aperta miracolosamente la porta della speranza. Un risultato che li avrebbe visti sicuramente leggere i titoli di coda a Londra in una disperata e quanto mai improbabile rimonta.
la Juventus dunque dovrà ancora una volta giocare la partita della vita e forse nemmeno basterà. Le possibilità allora ci sono anche perchè a marzo rientreranno nei ranghi i molti assenti che con la loro indisponibilità hanno lasciato un vuoto importante nell’ossatura della Juventus. Dybala ci sarà sicuramente ma non certo Cuadrado (che ieri sera sarebbe stato determinante per avere un uomo che sappia saltare l’avversario) ed infine Matuidi uscito nel momento della sua massima forma.
Adesso bisogna riavvolgere il nastro e anche con una certa celerità. Domenica si gioca contro il Torino del neo allenatore Mazzarri dove i bianconeri disputeranno una gara che già da ora può ritenersi un importante crocevia per nutrire ambizioni di conquista. Vincere è davvero l’unica cosa che conta perchè il Napoli affronterà la Spal ed altri risultati all’infuori di una vittoria è davvero difficile da ipotizzare.
Allegri (in conferenza stampa fuori da ogni grazia di Dio) dovrà dunque capire i motivi di questi cali così evidenti aggiunti poi all’ormai atavica incapacità del non saper gestire il vantaggio. Da Bergamo sono partiti segnali importanti per quanto allarmanti. Ieri sera l’epilogo.



