Neymar ci crede, Luis Enrique pure.

Sarà una battaglia quella di mercoledi sera al Camp Nou perchè la speranza è sempre l’ultima a morire come anche lo stesso Barca forte nel suo carattere e tenace di costituzione venderà cara la pelle pur di scongiurare il periocolo di subire l’umiliazione di farsi eliminare sul suo campo. Davanti al suo pubblico.

Neymar ci crede perchè è nelle corde della sua squadra lottare fino alla morte perchè la voglia di dare quello che non è riuscito a dimostrare a Torino prevale su tutto perchè in caso di eliminazione non riuscirebbe mai a  darsi pace. A Torino è stato il peggiore in campo.

All’attaccante brasiliano gli fa eco Luis Enrique  ossessionato tra la speranza di poter ripetere l’impresa o congedarsi  dalla sua squadra da sconfitto e queste considerazioni gli interrogativi senza risposte. Certo è che rimontare 3 goal alla Juve sperando di non subirne nemmeno uno perchè in questo caso sarebbe la fine di ogni sogno appare cosa di esrema difficoltà. Il concetto di ripetizione dell’impresa ci può stare ma i valori degli avversari hanno la loro valenza e ti fanno spostare l’ago verso il rosso della difficoltà oggettiva. La Juventus non è il PSG e la difesa juventina attualmente è, senza dubbio alcuno, la più forte d’Europa.   “Noi ci crediamo – da un’intervista estratta da “Fantagazzetta” un paio di giorni fa. Non abbiamo niente da perdere quindi possiamo scendere in campo anche con otto attaccanti, non importa il modulo. Siamo in un momento non entusiasmante, è vero. Soffriamo ogni piccolo attacco degli avversari e questo toglie un po’ di certezza ai nostri giocatori. Dobbiamo migliorare ancora molto e sarà una settimana complicata. Agli ottavi contro il Paris Saint-Germain siamo riusciti a rimontare un risultato ancora più brutto, dobbiamo crederci anche contro la Juventus”.

Un discorso accettabile quello del tecnico blaugrana ex Roma, caricare la propria squadra fa parte del gioco delle parti ma la realtà ha un sapore ben diverso. Analizzando questa gara tra disperazione e tentare il tutto per tutto prevale l’obbligo però di non scoprirsi perchè il Barcellona, come sicuramente farà, dovrà spostare il suo baricentro difensivo in avanti per evitare di farsi schiacciare nella propria difesa offrendo inevitabilmente il fianco alla juve che ne approfitterebbe senza indugio.

Ansia Dybala. L’attaccante è in dubbio ma le ultime ore scioglieranno ogni dubbio perchè la Juve ha bisogno di lui come ha bisogno  di segnare un goal per battere il Barcellona e mettere definitivamente termine o quasi a un ciclo che in 15 anni ha firmato pagine gloriose.

Aspettiamoci dunque una battaglia dai toni accesissimi dove lo spettacolo non mancherà sicuramente e dove la Juve è chiamata a dare il meglio di se per uscire dal Camp Nou con la qualificazione. Se il Barca spera che l’arma del fattore campo possa intimorire la Juve commetterebbe un grave errore. La squadra di Allegri trova le maggiori motivazioni quando si scontra contro l’ostilità avversaria in qualsiasi forma essa sia. Il tifo infernale del catino del Nou Camp è una di queste. Imperativo è conquistare la semifinale: la vecchia signora è in grado di farlo.