Non è questione di cicli chiusi o in declino perchè la Juventus è ancora la squadra più attrezzata per poter vincere un titolo e salvarsi la faccia dignitosamente in Champions League ma è sempre più che mai evidente, specie dopo queste ultime prestazioni scialbe e distratte, di aver smarrito la reale consapevolezza dei propri mezzi.
La Lazio di Simone Inzaghi nell’arco di 61 giorni ha battuto la Juventus ben due volte dimostrando di essere più squadra sotto il piano dell’impegno e senza fare cose particolarmente trascendentali. E’ sicuramente mancata la squadra di Allegri che nel doppio confronto ha fotocopiato lo stesso atteggiamento di Bergamo mettendo in risalto nella prima frazione di gioco un evidente dominio territoriale e cedendo inspiegabilmente la seconda parte di gara come se queste indecifrabili prestazioni fossero tutte figlie di quella scellerata notte di Cardiff.
Simone Inzaghi batte Allegri per ben due volte nell’arco di 61 giorni appunto e si mette in condizione di poter alimentare ancor più certe voci che lo darebbero come prossimo allenatore in bianconero. Chi vivrà vedrà. La Juventus è dunque chiamata ad inseguire un Napoli che sembra non perdere colpi confermandosi anche determinante negli scontri diretti. Inseguire dicevamo non è come fuggire e l’abitudine a certe variazioni alla fine potrebbero pagare dazio. Questi risultati mettono sotto i mirino della critica l’intero reparto difensivo che non sembra essere più granitico come in passato. Tutto ciò acuisce ancor più le insicurezze di questi ultimi giorni. Il reparto difensivo appunto è soggetto a preoccupanti sbandamenti che lasciano inevitabilmente il segno, un trend che se non variato potrebbe risultare deleterio: non chiudere le partite croce eterna. Bergamo e Lazio docet ma ancor prima sempre Lazio in finale di supercoppa dove evidenti segnali di un cedimento difensivo tengono con il fiato sospeso. Centrocampo impoverito da alcune assenze importanti ma anche non interpretato alla perfezione dai nuovi arrivati. Questione di tempo ovviamente. Higuain sembra aver perso la via del goal ma anche quella del controllo dove ogni minimo errore viene amplificato da gesti isterici rendendo il suo atteggiamento a tratti irritante. Il rigore di Dybala e il doppio errore contro il portiere laziale sono oggetto di un capitolo a parte ma l’approccio dell’argentino all’esecuzione conferma la sua poca concentrazione. Qualche domanda vorremmo farla anche al mister Allegri e a certe scelte di formazione. Sporting Lisbona alle porte e ragionamenti e perplessità devono lasciare spazio al campo nella speranza che la reazione corredata da qualche “cazziatone” possa ancora trasmettere il suo effetto benefico.



