Sembra una storia infinita, male per la Juve e poco confortante per un futuro che si prevede assai nebuloso caratterizzato da fin troppe prestazioni opache. La situazione sta degenerando, le numerose sconfitte ed incidenti di percorso stanno mettendo a rischio un piazzamento in Champions League e le prestazioni alternanti di una squadra che ormai sembra non ritrovarsi piu’ tengono in ansia dirigenza e tifoseria. I social fermentano e sono pieni di incertezze, la fiducia riposta nel tempo sembra ormai giunta al termine del suo percorso e la consapevolezza che qualcopsa sia sfuggita al controllo del tecnico bresciano si fa sempre piu’ strada di settimana in settimana. La frase di Andrea Pirlo al fischio finale di Atalanta Juventus lascia interdetti e sgomenti i tifosi e non solo. ” Dispiace ma questo è il calcio” appare piu’ che una giustificazione una sorta di resa. La sconfitta di Bergamo è amara nel modo in cui si è materializzata. Al Gewiss Stadium i campioni d’Italia in carica hanno disputato paradossalmente una delle migliori prestazioni offerte in questa stagione, intensità e continuità sono stati gli elementi fondamentali. Mai in difficoltà atletica come accaduto nel corso di questa stagione ma il calcio emette altri verdetti. Il risultato è fin troppo penalizzante per quanto espresso ma solo un episodio sfortunato ha sancito un verdetto troppo duro da digerire. Non vuole apparire come scusante del momento ma alla mancanza dell’uomo di riferimento Cristiano Ronaldo, di Federico Chiesa l’uomo piu’ in forma e di un evanescente Paulo Dybala, dove ci si aspettava sicuramente di più, contro un’Atalanta incontenibile non si poteva certo fare meglio. E’ proprio vero per quanto collaudata è la misteriosa formula che si riconferma, quella degli anni giusti dove tutto ti riesce con estrema facilità. Negli anni di conquista le prestazioni spesso scialbe ti portano a vittoria con un episodio fortunoso e nemmeno troppo cercato. Calcio strano certo ma ancor piu’ irrazionale. Gli scudetti sono sempre accompagnati da sensazioni e vibrazioni, l’anno buono passa anche attraverso queste pieghe. Il parallelismo con l’Inter attualmente appare duro ma realistico e da analizzare per migliorare. Qualcosa è cambiato certo ma crediamo non durerà molto conoscendo la Juventus che vorrà riscattarsi quanto prima. In conferenza stampa, dopo un’Inter juve della scorsa stagione, Antonio Conte disse che davanti a lui c’era un grattacielo. Ora, quello che il tecnico leccese definì un palazzo troppo alto è poco piu’ di una palazzina piena di crepe e di lavori da restauro immediato.
La storia tra Andrea Pirlo e la Juve non è nata sotto la migliore stella. La sua investitura frettolosa e pregna di interrogativi ha dato dei verdetti chiari ed inequivocabili. L’ex fantasista bianconero catapultato in prima squadra è stato a dir poco un azzardo, Andrea Pirlo ha preso in mano una squadra reduce da un campionato vinto con il contestatissimo Maurizio Sarri e dove molti componenti di una formazione ormai logora aveva già preannunciato un percorso giunto pressochè al termine. La Juve in breve tempo ha cambiato 3 allenatori e questo di per se è già un fatto anomalo per la società della Continassa. In casi come questi ognuno si prenda dunque le proprie responsabilità, ognuno faccia ammenda delle proprie decisioni, ognuno si confronti con i risultati. Andrea Agnelli valido e giovane dirigente rilevo’ una squadra in forte difficoltà di risultati. I due posizionamenti in settima posizione con l’avvento di Delneri lasciarono un segno ed un marchio troppo forte per la storia della società bianconera. La scommessa di cambiare ricadde su un giovane Antonio Conte ma il rischio era sicuramente confortato da qualche anno di esperienza acquisita dal trainer leccese. La differenza di scelta e di valutazione avrebbe avuto un risvolto ben diverso, come in fin dei conti è stato. Antonio Conte reduce da conduzioni di panchina ( Arezzo e Siena) offrivano accettabili garanzie di riuscita. La scelta di Pirlo e quasi allo stesso tempo fu quella di mantenere una squadra che aveva ormai offerto il massimo di se stessa. A Pirlo venne lasciata l’attuale rosa di senatori in aggiunta poi ad alcuni arrivi di giocatori obiettivamente poco consoni alle esigenze della piazza bianconera. Queste scelte hanno poi fatto il resto. Seppur poco gradevole ed ingiusto addossare tutte le colpe al solo allenatore è piu’ pertinente fare un bilancio di errori commessi.
I processi servono a pochi ma correre ai ripari con adeguate contromisure serve a molti. Il presidente Andrea Agnelli dovrà pensare molto seriamente di valutare la possibilità se il tecnico che affronterà la prossima stagione srarà ancora l’attuale, di contemplare altre eventuali scelte: non di cuore, non di orgoglio ma di esperienza. Il presidente Andrea Agnelli sarà chiamato inoltre a valutare l’intero asse portante di questa società senza preferenza alcuna e decidere chi sarà o chi saranno gli uomini del futuro di questa squadra. Alcune defezioni, seppur dolorose, vanno fatte. Il popolo bianconero vuole tornare a primeggiare e alla Juve non è concesso commettere altri errori. Vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta e mai come ora questo motto ha una collocazione piu’ che appropriata.



