La giusta conclusione per il termine di un incubo e l’inizio di una nuova realtà
Lo speravamo fortemente ma alla fine è diventata realtà. Si è materializzata la leggenda. La Juventus eguaglia e batte il quinquennio d’oro di quel lontanissimo 30/ 35 quando gli allora sostenitori della vecchia signora furono collocati nell’immaginario collettivo come testimoni di un’impresa che segnò la storia dello sport. Tanti in questi anni non avrebbero mai pensato di poter vivere questa emozione e dunque di toccarla con la mano delle emozioni oltrepassando un record che si chiama leggenda.
Tutto in tre giorni e tutto meravigliosamente consecutivo. Campionato e tris di coppa un mix per cuori forti. Quel qualcosa di speciale che ti fa sentire privilegiato, spicchio di vita sportiva pregna di informazioni e passioni da raccontare ai nipoti. La vecchia signora scrive la sua nuova storia in tre giorni come se avesse deciso di rifarsi il novo make up. Coppa Italia, la terza consecutiva come lo scudetto il suo sesto di fila per un record difficilmente replicabile. Una valanga di emozioni che forse non ci aspettavamo certo ma che potrebbero aumentare a dismisura se da Cardiff davvero si materializzasse quella cosa “impronunciabile”. Un sogno che dura da quel lontano 22 maggio 1996 di Roma. Ventuno anni sono troppi, tanti davvero ma il tempo delle riflessioni è passato e il passare all’atto pratico prevede un girare pagina repentino perchè le frasi scritte su quelle righe sono state lette e rilette troppe volte su quella carta ormai fin troppo gialla.
Troppi 21 anni è vero ma sono immensi per una società come la Juve dove la vittoria rappresenta interamente l’espressione del suo dna dove vincere non è importante ma sicuramente l’unica cosa che conta espressione questa di lontani versi del grande presidentissimo Giampiero Boniperti.
Vincere a Cardiff sarebbe la conclusione di tante ansie accumulate nell’arco di questo periodo fatto di delusioni, fitte dolorosissime di viaggi di ritorno a mani vuote e vedere i visi stravolti di gioia degli avversari, il dover ricominciare l’elaborazione degli errori commessi celandosi dietro false giustificazioni come fosse oppio degli sconfitti.
Se fosse possibile solo immaginare per un’attimo la conquista della coppa dalle grandi orecchie e da dietro sbucare il faccione sorridente di Gianluigi Buffon allora ne farei un dipinto alla gratitudine per un campione vero che per amore dei suoi colori ha deciso di seguire, in quel lontanissimo 2006, i suoi compagni nel campionato cadetto. Ecco….per Gianluigi ne sarei felicissimo.



