CR7 e la Juventus hanno unito il loro futuro insieme.
L’attesa e i continui rinvii ( tuttavia entro martedì si concluderà tutto ) sono assolutamente fisiologici alla luce di una operazione che non rientra nei parametri dei classici tempi di trasferimento di un qualsiasi giocatore. Cristiano Ronaldo ha un valore di immagine e di importanza che esula dalla norma. Il giocatore è a tutti gli effetti una azienda che cammina, uno staff composto da 50 dipendenti che curano tutti gli aspetti dell’atleta a 360 gradi. Dei 50 componenti della sua azienda 8 di essi sono attivi 24 ore su 24 al solo controllo e alla diffusione del suo costante rapporto con i molti social legati al campione. Il resto dello staff sono suddivisi tra preparatori atletici,medici, legali e di psicologi.
Questo aspetto distingue il giocatore da tutti gli altri ed è per questo motivo che viene definito “azienda”.
In questa settimana la girandola di voci,conferme e continui rinvii oltre le apparizioni del giocatore in ogni angolo del pianeta si sono sprecate rasentando la follia di un amore che è già sbocciato con la nuova tifoseria.Pertanto, in casi così complessi, è normale che il tempo sia soggetto a variazioni per una serie di motivi che ai non addetti ai lavori può apparire come un oggetto del desiderio che sembra irraggiungibile. Questo aspetto viene spesso interpretato come presa in giro specie poi dagli addetti ai lavori della comunicazione i quali, sia ben chiaro, hanno grossissime difficoltà alla ricerca della verità.
Al momento la conclusione di questa complessissima operazione tarderà di qualche giorno rispetto a quanto si era preventivato complice anche operazioni che devono essere fatte correttamente non dimenticando che la Juve deve rendere conto ai movimenti in uscita essendo una società quotata in borsa.Si è diffusamente identificato in oggi, sabato, come giornata conclusiva, ma il ritardo di una ufficializzazione è legata al via definitivio che dovrà dare il presidente Florentino Perez al suo,ormai,ex giocatore. La motivazione è di carattere ambientale ed organizzativo alla luce di un vuoto che il presidente spagnolo dovrà colmare e giustificare ai suoi tifosi imbufaliti per la conclusione di questo rapporto. La decisione repentina del fuoriclasse portoghese di lasciare il Real in realtà nasce da una mini guerra intestina tra cr7 e la società madrilena. La richiesta di un aumento di stipendio sarebbe stata la motivazione principale di questa decisione, più che altro legata ai risultati ottenuti e la differenza economica in ribasso rispetto al suo rivale Messi. Nella decisione però esiste anche la ricerca di nuove sfide dopo un rapporto durato fin troppo. Crt7 vuole dimostrare di aver dato al Real un contributo determinante ma che senza di lui le condizioni potrebbero variare. Generalmente però nel calcio attuale la permanenza dei giocatori è sempre legata ad un foraggiamento continuo di richieste economiche ma esistono anche eccezioni di carattere umano. Questi aspetti generalmente non sono di moda specie in questo mondo di giocatori innamorati del calcio ma ancor più del proprio conto in banca.
Mi sento tuttavia di fare un distinguo nel caso di cr7 e lo sostengo con convinzione dopo aver ecoscandaglio alcuni suoi atteggiamenti e molte interviste che ho avuto modo di contestualizzare facendomi una chiara idea del personaggio CR7.
Il giocatore ha accettato questa nuova sfida in una dimensione a lui sconosciuta, il calcio italiano. Un ottimo nonché eccellente biglietto da visita sta tutto in quella famosa “standing ovation” sinceramente manifestata dal pubblico juventino dopo lo strepitoso goal in rovesciata. Quell’impresa atletica ha lanciato un piccolo segnale, come anche la riflessione di non accettare le lusinghe principesche orientali a discapito di un suo prematuro abbandono della platea che conta, quella europea dove lui è particolarmente legato. Distaccarsi da una realtà e da un palcoscenico così importante avrebbe reso rematuramente il personaggio CR7 solo un ricordo. La sua strepitosa condizione fisica si scontra con la carta d’identità di un 33enne con il corpo integro di un 24enne. Motivazione queste che raramente accadono ma qualche volta si vestono come un vestito stretto ma comunque elegante di umanità. L’uomo è l’atleta Cristiano Ronaldo ha guadagnato molti soldi in grado di far vivere 3 generazioni in aggiunta a l’ulteriore arricchimento in un mondo diverso (quello orientale) sarebbe sicuramente scevro da scommesse di vita e da emozioni ancora da affrontare. È troppo presto per appendere tutto questo ad un chiodo.
Credo fermamente, e ne sono convinto, che nella decisione di questo atleta si debba contemplare questo non trascurabile aspetto. Basta riflettere un attimo cercando una volta di sdoganarsi da un mondo spesso inquinato di interessi. Le emozioni per fortuna ancora esistono. Seppur rare ma ancora esistono.



