SUGGESTIONE CHIESA
(di Massimiliano Fantasia)

In un mercato invernale dove la creatività deve sopperire all’assenza di grandi budget, la Juventus sta valutando con estrema attenzione il clamoroso ritorno di Federico Chiesa attraverso la formula del prestito semestrale. Questa operazione, pur non essendo una vera trattativa ma comunque più di una suggestione, stuzzica i dirigenti della Juventus per la profonda conoscenza che l’esterno ha dell’ambiente bianconero e per il precedente rapporto professionale con Luciano Spalletti, che in passato lo ha descritto come il Sinner del calcio italiano. La necessità di intervenire nel reparto avanzato nasce dall’esigenza di fornire un’alternativa di qualità a Kenan Yildiz, trascinatore della squadra con un bottino di 7 gol e 6 assist, che necessita di periodi di riposo per mantenere l’altissimo livello prestazionale richiesto.
La duttilità tattica di Chiesa, capace di agire sia sulla fascia destra che come falso nove,lo rende il profilo ideale per integrarsi immediatamente negli schemi del tecnico di Certaldo senza richiedere lunghi tempi di adattamento. La situazione dell’azzurro al Liverpool, dove ha collezionato appena 392 minuti complessivi, favorisce l’ipotesi di un rientro in Italia per ritrovare la centralità perduta e conquistare il posto in Nazionale nell’anno del Mondiale. Oltre alla pista Chiesa, gli osservatori bianconeri continuano a monitorare con attenzione il mercato della Premier League,  i nomi che si fanno,sono quelli di Simon Adingra, Kevin Schade e Mikkel Damsgaard che restano sotto osservazione, mentre in Spagna l’interesse è rivolto soprattutto al giovane talento del Real Madrid, Gonzalo Garcia di cui parliamo a parte.
Questi movimenti offensivi si inseriscono in una strategia più ampia che vede la mediana come priorità assoluta, dove il nome di Guido Rodriguez del West Ham rappresenta l’occasione low-cost più concreta per dare ordine al reparto. L’obiettivo della dirigenza è quello di regalare a Spalletti almeno due o tre innesti mirati per alimentare un rendimento che, in soli sessanta giorni, ha portato la Juventus a viaggiare a una media di 2,13 punti a partita, rilanciando ambizioni tricolori che sembravano svanite in autunno.